L'aeroporto di Bruxelles-Zaventem il giorno dopo l'attentato
L'aeroporto di Bruxelles-Zaventem il giorno dopo l'attentato (keystone)

Belgio, kamikaze identificati

Sono i fratelli Khalid e Ibrahim El Bakraoui - Insieme a loro anche Naijim Laachraoui, l'artificiere di Parigi

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La procura belga, che ha indetto una conferenza stampa alle 13 di mercoledì in relazione agli attentati che hanno scosso la città di Bruxelles, ieri, martedì, ha confermato che Ibrahim El Bakraoui, cittadino belga di 30 anni, è stato identificato come uno dei kamikaze che si è fatto esplodere all’aeroporto di Zaventem. Suo fratello, il 27enne Khalid El Bakraoui, è invece all’origine dello scoppio avvenuto in metropolitana, nei pressi della stazione di Maelbeek. Entrambi erano noti da tempo alle autorità “per pesanti precedenti penali non legati al terrorismo”.

In serata alcuni media francesi e belgi, citando fonti di polizia, ha inoltre diffuso la notizia dell'identificazione grazie al DNA del secondo uomo che si è fatto saltare in aria scalo internazionale: si tratterebbe di Naijim Laachraoui. L'uomo è noto come colui che ha confezionato anche le bombe esplose il 13 novembre a Parigi.

Due attentatori: Khalid e Ibrahim El Bakraoui
Due attentatori: Khalid e Ibrahim El Bakraoui (Interpol)

Le immagini della videosorveglianza

L'uomo che compare a sinistra sulle immagini della videosorveglianza aeroportuale è dunque Laachraoui, mentre al centro si trova Ibrahim El Bakraoui. Non è invece  chiaro chi sia il terzo uomo – quello che indossa una giacca di colore chiaro e un cappello – che è ancora in fuga.

Laachraoui (s) insieme a Ibrahim El Bakraoui; non è chiaro chi sia l'uomo a destra col cappello
Laachraoui (s) insieme a Ibrahim El Bakraoui; non è chiaro chi sia l'uomo a destra col cappello (keystone)

Secondo il presidente turco Recep Erdogan, uno degli attentatori - secondo le agenzie di stampa che citano fonti turche si tratta di Ibrahim El Bakraoui - era stato arrestato nel giugno del 2015 a Gaziantep, vicino al confine con la Siria, ed estradato in Belgio, dove era in seguito stato rilasciato.

Nuovo bilancio ufficiale: 31 morti e 270 feriti. I primi nomi

Un nuovo bilancio ufficiale è intanto stato reso noto: negli attentati hanno perso la vita 31 persone, mentre 270 sono rimaste ferite, alcune in maniera grave. Si conoscono anche i primi nomi degli uccisi. Il primo corpo identificato è stato quello di Adelma Tapia Ruiz, una peruviana sposata con un belga. Era in aeroporto e un kamikaze le è esploso accanto. Il marito è salvo perché si era allontanato per giocare con le loro due figlie. Le vittime sono di "più di 40 nazionalità diverse", secondo il ministro degli affari esteri belga Didier Reynders. Tra i dispersi (probabilmente deceduti) c'è anche una cittadina italiana, Patricia Rizzo, funzionaria dell'UE.

 

Trovato il testamento di un terrorista

Le autorità hanno poi fatto sapere di aver trovato, durante una serie di perquisizioni nel comune di Schaerbeek, il computer portatile di Ibrahim El Bakraoui in un cestino della spazzatura. Al suo interno c’era un messaggio/testamento del terrorista: “Devo sbrigarmi, non so che fare, non sono più sicuro”, ha scritto, aggiungendo di non voler finire in cella con Salah Abdeslam, presunta mente degli attentati di Parigi, finito in manette negli scorsi giorni. Sono pure stati scoperti, nel corso di queste operazioni, 15 chilogrammi di esplosivo, 150 litri di acetone, 30 litri di acqua ossigenata, dei detonatori, una valigia piena di chiodi e di viti, come pure altro materiale destinato a confezionare ordigni esplosivi. I tre sospetti terroristi non sono riusciti a portare nello scalo tutto l'esplosivo che avevano perché la società di taxi ha frainteso la prenotazione e ha inviato loro una berlina invece di un furgone.

Bruxelles: soldati e polizia ad ogni angolo
Bruxelles: soldati e polizia ad ogni angolo (keystone)

Legame con Parigi

L'identificazione dei due fratelli conferma il legame con gli attacchi in Francia: Khalid el Bakraoui aveva affittato sotto falso nome l'appartamento di Forest dove, dopo una perquisizione di routine il 15 marzo, erano state ritrovate le tracce del passaggio di Abdeslam.

Difficoltà nei trasporti

Chiuso fino a giovedì l'aeroporto di Zaventem, sono soppressi i collegamenti aerei con Bruxelles (una trentina quelli cancellati da e per la Svizzera), mentre i treni da Basilea hanno potuto partire normalmente. Nella capitale belga anche i mezzi pubblici cittadini sono confrontati con delle difficoltà. La polizia ha annunciato su twitter che tutte le stazioni della metropolitana chiuderanno alle 19.00 questa sera.

 

La società dei trasporti pubblici ha annunciato che solo su una decina di linee i bus oggi hanno potuto circolare normalmente. Su altre non passa nessun mezzo.

I controlli di sicurezza sono aumentati e all'ingresso della stazione centrale in mattinata si sono formate lunghe code di passeggeri in attesa di passare le verifiche per poter prendere il treno. Scene analoghe anche alle fermate della metropolitana.

 

afp/ansa/mrj/pon/M.Ang.

Dal TG12.30:

In collegamento da Bruxelles

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TG 12:30 di mercoledì 23.03.2016

Numerose le manifestazioni di solidarietà

Numerose le manifestazioni di solidarietà

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