Obituary

In memoria di Peter Hünermann, il teologo che osò sfidare

Un’epoca si chiude, ma il suo appello a una Chiesa dinamica e coraggiosa risuona ancora più forte. Per lui la dottrina era un processo vivo, non un museo di formule

  • Un'ora fa
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Di: Rod 

La teologia cattolica perde una delle sue voci più autorevoli e più libere. Peter Hünermann è morto il 21 dicembre 2025 a Erligheim, nel Baden-Württemberg, all’età di 96 anni. Con lui scompare non solo un grande studioso del Concilio Vaticano II, ma anche un intellettuale che non ebbe timore di misurarsi criticamente con le scelte della Chiesa del suo tempo.

Hünermann è noto in tutto il mondo accademico per aver curato e aggiornato il Denzinger, la più importante raccolta dei documenti del magistero cattolico. Il suo lavoro ha reso questo strumento più rigoroso, più leggibile e più aderente alla complessità della tradizione teologica contemporanea. Non era un semplice curatore, era un interprete fine, capace di leggere la storia della dottrina come un processo vivo, non come un museo di formule.

Formatosi a Roma e ordinato sacerdote nel 1955, Hünermann ha insegnato a Münster e poi a Tübingen, dove è diventato una figura di riferimento della dogmatica tedesca. Le fonti ricordano come abbia accompagnato con «critica lealtà» lo sviluppo della teologia dopo il Vaticano II, contribuendo a inserirla in un dialogo internazionale e interdisciplinare.

Negli ultimi anni, Hünermann è diventato un punto di riferimento anche per chi chiedeva una riforma pastorale più coraggiosa. Si espresse a favore della benedizione delle coppie omosessuali e criticò apertamente il divieto imposto nel 2021 dalla Congregazione per la Dottrina della Fede. Era schierato anche per il diaconato femminile e per un ripensamento più ampio della struttura ministeriale della Chiesa. Non erano posizioni di rottura fine a sé stessa, le sue, erano il frutto di una teologia che vedeva nella tradizione un dinamismo, non un blocco immobile.

La sua morte lascia un vuoto evidente nel panorama teologico europeo. Ma lascia anche un metodo, rigore accademico, fedeltà critica, e la convinzione che la Chiesa non debba temere il confronto con il mondo contemporaneo.

Hünermann apparteneva a quella generazione di teologi che non hanno mai smesso di credere che il Vangelo possa parlare con forza anche oggi, a patto che la Chiesa abbia il coraggio di ascoltare, discernere e riformarsi.

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