Il presidente sudcoreano Yoon Suk-yeol e il suo omologo USA Joe Biden
Il presidente sudcoreano Yoon Suk-yeol e il suo omologo USA Joe Biden (keystone)

Biden: "Il futuro sarà scritto in Asia"

Il presidente USA in Corea del Sud per la sua prima missione nel Continente - Monito della Cina: "Non lavori a divisioni e scontri"

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"Così tanto del futuro del mondo sarà scritto nell'area Indo-pacifica nei prossimi decenni. Questo è il momento di investire gli uni negli altri, approfondire i nostri legami commerciali e avvicinare i nostri popoli". Lo ha scritto su Twitter Joe Biden, che si trova in Corea del Sud per la sua prima missione in Asia da quando è presidente degli Stati Uniti.

Intanto la Cina ha inviato un chiaro avvertimento a Joe Biden: "Non lavori a divisioni e scontri" nella regione dell'Asia-Pacifico. Monito lanciato dal portavoce del ministero degli esteri di Pechino, Wang Wenbin, pochi minuti prima che l'Air Force One atterrasse alla Osan Air Base, alle porte di Seul. 

Del resto il presidente americano è arrivato in Asia dagli alleati più stretti, Corea del Sud e Giappone, con un obiettivo chiaro: quello di cementare un patto, avendo sempre come priorità la Cina e il suo contenimento, a dispetto della guerra della Russia all'Ucraina. 

Dopo l'atterraggio, il presidente americano si è subito recato alla "fabbrica di semiconduttori più grande del mondo", quella di Samsung Electronic, a Pyeongtaek, lanciandosi in una stretta di mano di 22 secondi con il neopresidente sudcoreano, Yoon Suk-yeol, incontrato per la prima volta, allo scopo di sancire la nascita della 'Technology Alliance'.

"Non dobbiamo dipendere da Paesi che non condividono i nostri valori in settori strategici", ha detto Biden, citando l'intelligenza artificiale e la quantum technology, e ricordando la necessità di mettere in sicurezza la supply chain, un aspetto rivelatosi fondamentale dopo i problemi provocati dalla pandemia del Covid-19 e dalla guerra in Ucraina. "Ci apriremo ad altri partner", ha aggiunto Biden.

"Dobbiamo unire le nostre capacità per la sicurezza", ha detto di rimando Yoon, un conservatore insediatosi dieci giorni fa e un convinto sostenitore del rafforzamento dei rapporti con gli USA. 

Biden ha anticipato, nell'impianto ultratecnologico di microchip, quello che illustrerà nella sua visita a Tokyo, agli inizi della prossima settimana: il progetto dell'Indo-Pacific Economic Framework (Ipef). Un ambizioso piano di investimenti e rafforzamento dei rapporti commerciali che da un lato permetterà a Washington di aumentare la sua presenza nel Pacifico, e dall'altro getterà le basi del collegamento 'tra simili' a livello globale. Non un accordo di libero scambio, come ha spiegato la mente del progetto, la rappresentante per il Commercio Katherine Tai, ma un network che dia ai Paesi che vorranno unirsi accessi privilegiati a tecnologie, catene di approvvigionamento, economia digitale, decarbonizzazione e infrastrutture, fino a definire gli standard operativi. 

Una conventio ad excludendum verso la Cina che negli ultimi giorni non a caso ha mobilitato il ministro degli Esteri Wang Yi in colloqui con la controparte sudcoreana Park Jin e quella nipponica Yoshimasa Hayashi, veicolando lo stesso messaggio: evitare una nuova Guerra Fredda, mantenere la regione "aperta e inclusiva" e scongiurare che l'alleanza con gli USA "ci danneggi". 

Tokyo ospiterà la prossima settimana il summit virtuale del Quadrilateral Security Dialogue (Quad), il gruppo di sicurezza informale di Stati Uniti, Giappone, Australia e India, al quale la Corea del Sud potrebbe manifestare il suo interesse nel summit di domani tra Yoon e Biden, che avrà una parte importante dedicata ai rapporti con la Corea del Nord. 

Per la Cina si tratta di mosse a tenaglia in un momento in cui è alle prese con i timori che la situazione di Taiwan (ne è la conferma la telefonata tra il capo della diplomazia del Pcc Yang Jiechi e il consigliere della Sicurezza nazionale Usa Jake Sullivan) possa sfuggire di mano e una grave difficoltà economica causata anche dai lockdown per fronteggiare la peggiore ondata di Covid-19 dalla crisi di Wuhan di inizio 2020 che, secondo Nomura, sta creando un blocco totale o parziale su aree che valgono il 40% del Pil, a partire da Shanghai.  Per la prima volta dal 1976, si profila per il 2022 un tasso di crescita media della Cina più basso di quello Usa: 2% contro 2,8%, secondo le stime di Bloomberg. Uno smacco per il presidente Xi Jinping, in piena campagna per strappare un inedito terzo mandato alla guida del Partito comunista cinese di fine anno, per la prima volta dai tempi di Mao Zedong.

Joe Biden in visita in Asia

Joe Biden in visita in Asia

TG 12:30 di venerdì 20.05.2022

 
ATS/ANSA/M. Ang.
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