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Le spoglie di Francesco, perché la Chiesa espone i resti dei suoi santi?

Un’antica pratica religiosa si rinnova per l’Ottocentenario del Poverello, tra devozione, storia e le ragioni di una scelta che richiama migliaia di pellegrini

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Il corpo di San Francesco d'Assisi viene esposto al pubblico per la prima volta nella storia in un reliquiario di vetro davanti all'altare della Basilica Inferiore di Assisi, Italia, 21 febbraio 2026

Il corpo di San Francesco d'Assisi viene esposto al pubblico per la prima volta nella storia in un reliquiario di vetro davanti all'altare della Basilica Inferiore di Assisi, Italia, 21 febbraio 2026

  • Keystone
Di: Rod 

Ad Assisi, la Basilica Papale di san Francesco è attualmente al centro di un evento che attira l’attenzione ben oltre i confini della devozione religiosa: l’ostensione pubblica delle spoglie di Francesco. Questa iniziativa, che si protrarrà dal 22 febbraio al 22 marzo 2026, si inserisce nel programma delle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte del santo (1226-2026). Le spoglie, dopo essere state rimosse dalla cripta, sono state collocate nella Chiesa Inferiore, ai piedi dell’altare papale, in una cerimonia presieduta dal cardinale Ángel Fernández Artime. L’evento, autorizzato da Papa Leone XIV, ha già generato un notevole afflusso di interesse, con quasi 400’000 prenotazioni registrate e stime che prevedono fino a 700’000 visitatori nell’arco del mese. La gestione di un tale numero di persone è affidata a un sistema di prenotazione online, gratuito ma obbligatorio, volto a regolare gli accessi e garantire l’ordine pubblico.

La decisione di esporre le spoglie di una figura storica come Francesco solleva curiosità intorno al significato e alle motivazioni di una pratica radicata nella tradizione cattolica. L’ostensione, secondo la Chiesa, non è un atto ordinario, né è concepita con finalità spettacolari. Si presenta piuttosto come un gesto adottato in momenti specifici, quando l’istituzione religiosa ritiene opportuno offrire ai fedeli un contatto diretto con i resti fisici di una personalità considerata esemplare. Nel caso di Francesco, l’esposizione è stata presentata come un modo per riaffermare la dimensione concreta della sua testimonianza, al di là della mera rappresentazione iconografica. L’atto di esporre il corpo richiama l’attenzione sulla corporeità, un elemento che nella dottrina cristiana è considerato centrale, poiché la santità non è per i credenti un concetto astratto, ma una vita vissuta e materialmente inscritta nella storia. Le ossa di Francesco, quindi, assumerebbero il ruolo di un documento storico e spirituale, testimonianza fisica di un percorso umano che ha segnato profondamente la storia della Chiesa.

La pratica dell’ostensione delle reliquie, pur mantenendo un carattere di eccezionalità, ha numerosi precedenti. Negli ultimi decenni, diversi eventi simili hanno richiamato l’attenzione pubblica. Il corpo di Pio da Pietrelcina, ad esempio, fu esumato nel marzo 2008 e successivamente esposto; la sua ostensione è divenuta permanente dal 1° giugno 2013 nella chiesa a lui dedicata a San Giovanni Rotondo. Le spoglie di Bernadette Soubirous, la veggente di Lourdes, sono conservate e venerate a Nevers, in Francia, all’interno di una teca di vetro. Sebbene non si siano registrate ostensioni “a tempo” come per altri santi, la sua conservazione è un fenomeno che continua ad attrarre pellegrinaggi. La Sindone di Torino, pur non essendo il corpo di un santo, è una delle reliquie più note della cristianità, considerata il lenzuolo funerario di Gesù. Le sue ostensioni pubbliche hanno storicamente generato un’ampia affluenza, con esposizioni recenti nel 1978, 1998, 2000, 2010 e 2015, oltre a un’ostensione televisiva nel 2020. Questi eventi vengono presentati come occasioni di riflessione sulla passione di Cristo e sulla dimensione storica della fede. Altri esempi includono il pellegrinaggio internazionale dell’urna contenente le reliquie di Giovanni Bosco nel 2015, in occasione del bicentenario della sua nascita, e l’esposizione permanente delle spoglie di Rita da Cascia nel Santuario di Cascia. Un’ostensione di rilievo è stata anche quella del corpo di Antonio da Padova nel 2010, che ha visto un notevole afflusso di fedeli nella Basilica a lui dedicata. In tutti questi casi, l’obiettivo dichiarato è fornire un’opportunità di incontro con la dimensione storica e fisica della fede, rendendo percepibile la presenza dei santi e il loro messaggio.

L’ostensione, in una prospettiva pastorale, viene presentata come una risposta a un contesto in cui la religiosità può tendere a manifestarsi in forme immateriali o astratte. La presenza del corpo fungerebbe da richiamo alla concretezza dell’esperienza cristiana. La Chiesa sottolinea che non si tratta di promuovere un culto superstizioso delle reliquie, ma di proporre un’esperienza che stimoli la riflessione, invitando a considerare la coerenza tra vita e messaggio, tra fede e opere. Questo gesto sarebbe utilizzato per riportare l’attenzione sull’essenziale, in particolare in momenti di significato storico o spirituale, come un centenario o un giubileo, incoraggiando una riscoperta delle radici della spiritualità.

In questa chiave di lettura, l’ostensione delle spoglie di Francesco ad Assisi non si configurerebbe come un mero richiamo al passato, bensì come un mezzo per rendere visibile ciò che spesso rimane implicito: la santità come esperienza incarnata, frutto di scelte decisive e conseguenze reali. Un gesto che, pur guardando alla storia, si propone di interpellare il presente e orientare il futuro, presentandosi come una testimonianza autentica.

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Esposte ad Assisi le spoglie di San Francesco

Telegiornale 22.02.2026, 20:00

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