L'alto rappresentante per la politica estera UE, Josep Borrell (keystone)

Borrell: "Nessun accordo sul Kosovo"

L'alto rappresentante per la politica estera UE ha incontrato il presidente serbo Vucic e il premier kosovaro Kurti, sullo sfondo di tensioni crescenti - Bruxelles punta a tenere aperto il dialogo

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"Non abbiamo raggiunto un accordo oggi, ma non è la fine, le discussioni riprenderanno nei prossimi giorni: noi non molliamo, abbiamo bisogno di soluzioni". Lo ha detto l'alto rappresentante per la politica estera UE, Josep Borrell, dopo l'incontro a Bruxelles tra il presidente serbo Alexander Vucic e il premier kosovaro Albin Kurti.

"Sia Vucic che Kurti capiscono che non c'è altra via al dialogo per risolvere questa crisi e hanno concordato di continuare le discussioni su base regolare", ha aggiunto Borrell. "La comunità internazionale non vuole vedere un aumento delle tensioni in questa fase, proprio ora, in un momento critico per la situazione del nostro continente", ha sottolineato. "Questo non è il momento per aumentare le tensioni, anzi è ora di trovare soluzioni e risolvere le questioni che si trascinano da lungo tempo", ha notato Borrell, evidenziando che sia Belgrado sia Pristina saranno ritenuti responsabili se la situazione dovesse sfuggire di mano.

Il Kosovo lo ricordiamo – è tutt’ora rivendicato dalla Serbia come propria provincia. L’incontro è avvenuto sullo sfondo dei disordini e delle manifestazioni delle scorse settimane da parte dei serbi del Kosovo, come ricorda Tomas Miglierina, corrispondente RSI a Bruxelles. "La NATO è lì per garantire la sicurezza. Infatti il segretario generale, Jens Stoltenberg, ieri ha detto che l'Alleanza atlantica è pronta a intervenire, a rafforzarsi ulteriormente se la situazione sul terreno dovesse deteriorare.

Ma non è dalla NATO che verrà una soluzione politica: interviene, come ha fatto nelle scorse settimane, per garantire che vengano rimossi i blocchi stradali. Ma essendo appunto il Kosovo un punto di dispiegamento dell'Alleanza, c'è da attendersi che rimarrà un punto di tensione geopolitica. Così come la Bosnia-Erzegovina, dove tra l'altro il mandato della NATO, un mandato conferito dall'ONU, scade in novembre ed è probabile che la Russia metterà un veto alla sua estensione. Staremo a vedere che cosa succederà. La morale di tutta questa storia è che i Balcani non hanno finito di giocare questa specie di ruolo storico di parafulmine, su cui si scaricano le tensioni in Europa".

ATS/Red.MM
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