I pescatori di otto paesi membri dell'UE (nella foto quelli spagnoli nel porto di Malpica) dipendono in modo importante dalle catture in acque britanniche (Keystone)

Brexit, i pescatori prime "vittime"

Le isole del baliaggio britannico di Guernsey sono chiuse, da oggi, ai pescatori dell'UE. In futuro solo permessi individuali

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Si manifesta una volta di più sul mare, come spesso capitato in passato, il primo cambiamento concreto nei rapporti tra il Regno Unito e il continente europeo. Dopo l'entrata in vigore della Brexit, alle 23 di ieri, ora britannica (l'ultima imposizione di Bruxelles), i pescatori francesi non possono più accedere alle acque dell'isola anglo-normanna di Guernsey. Ad annunciarlo tra i diversi spunti di cronaca che fanno seguito al divorzio tra Londra e Bruxelles è il ministero dell'agricoltura e della pesca francese, in un comunicato emesso nel corso della notte.

La cronaca del Brexit Day

In futuro e fino al raggiungimento di uno degli accordi bilaterali con l'UE che la Gran Bretagna ha deciso di negoziare con Bruxelles, sono previsti solo autorizzazioni individuali le cui procedure saranno messe a punto nel corso dei prossimi giorni.

Le acque britanniche rivestono una grande importanza commerciale per i pescatori di almeno otto stati membri dell'UE, a partire dalla Francia che vi realizza il 30% delle catture e della cifra d'affari. Gli abitanti delle isole del Canale, delle quali fa parte Guernsey, hanno la cittadinanza britannica e anche se il loro baliato non fa parte del Regno Unito, l'isola è comunque dipendente dal punto di visto giuridico dalla Corona britannica.

Regno Unito fuori dall'Europa

Regno Unito fuori dall'Europa

TG 12:30 di sabato 01.02.2020

 
ATS/mpe
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