Nelle strade di Pristina (keystone)

Cade il Governo in Kosovo

Mozione di sfiducia da parte di uno dei due partiti della coalizione; la rottura in seguito a divergenze insanabili e anche a causa del COVID-19

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Il Governo del Kosovo guidato da Albin Kurti e insediatosi solo a inizio febbraio è caduto dopo che mercoledì sera il Parlamento a Pristina ha votato una mozione di sfiducia all'Esecutivo presentata da uno dei due partiti della coalizione. A favore della sfiducia hanno votato 82 deputati, i contrari sono stati 32, uno si è astenuto (su 120).

In meno di due mesi si è consumato il dissidio sempre latente fra il premier Kurti, leader del partito di maggioranza "Autodeterminazione" (sinistra nazionalista), e Isa Mustafa, ex premier e capo della Lega democratica del Kosovo (LDK, centrodestra), che a fatica e dopo lunghi negoziati avevano concluso un accordo di coalizione.

Si apre ora l'incognita sulla possibilità, per l'Esecutivo sfiduciato, di continuare a lavorare, mentre il paese, confrontato con la pandemia da COVID-19, non può tenere elezioni anticipate, proprio per evitare di rinfocolare l'epidemia. Ed il virus è stato uno dei pomi della discordia: il Governo è caduto a seguito di una disputa sulla necessità di proclamare o no lo stato d'emergenza per contrastarne la diffusione.

La LDK ha presentato la mozione di sfiducia dopo che il premier aveva estromesso il suo ministro dell'interno, Agim Veliu. Quest’ultimo aveva richiesto al primo ministro l'adozione della misura eccezionale, provvedimento però ritenuto "drastico e non giustificato" dal capo del Governo. Ad oggi nel paese sono stati accertati 71 contagi e un morto.

ATS/RG-AlesS
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