Un reattore distrutto dell'apparecchio russo precipitato
Un reattore distrutto dell'apparecchio russo precipitato (keystone)

Cieli del Sinai pericolosi

Cancellerie in allarme per il timore di altri incidenti aerei. Il sospetto: "Bomba nella stiva"

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Prove certe per ora non ve ne sono, ma il solo sospetto che l’esplosione in volo dell'Airbus russo con 224 persone a bordo, avvenuta sabato scorso sui cieli del Sinai, possa essere stata causata da una bomba ha fatto calare giovedì il gelo tra le cancellerie di mezzo mondo.

Le indiscrezioni di stampa di 007 statunitensi prima e le dichiarazioni del premier britannico David Cameron e del presidente americano Barack Obama poi, hanno di fatto indotto numerose compagnie aeree a rivedere i propri piani di volo e a sospendere i collegamenti da e per Sharm el Sheikh, bloccando a terra migliaia di turisti.

Una misura definita “sproporzionata” sia dall’Egitto, sia dalla Russia, che ha ricordato: “L'inchiesta è in corso e non si può parlare di attentato”. Critiche che non sembrano essere rimaste lettera morta, visto che in serata diversi vettori hanno annunciato l’intenzione di tornare a volare verso l’Egitto, già a partire da venerdì. Tra questi figurano: Edelweiss, British Airways, Monarch e Easy Jet.

ATS/bin

 

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