Ticino e Grigioni

Italia, una zona economica speciale a ridosso del confine

Si tratta di un provvedimento a sostegno dei lavoratori italiani, a cui verrebbe versato un premio di frontiera

  • 31.12.2025, 12:32
  • 31.12.2025, 13:54
Ponte Chiasso
01:43

Radiogiornale delle 12.30 del 31.12.2025: Il servizio di Simone Della Ripa sulla zona economica speciale

RSI Info 31.12.2025, 12:30

  • Immagine d'archivio Tipress
Di: Radiogiornale - Simone Della Ripa/Pa.St. 

Una zona economica speciale (ZES) a ridosso del confine con la Svizzera in cui ai lavoratori italiani viene versato un premio di frontiera. In Italia la Lega ci riprova e questa volta la concretizzazione della proposta sembra avere la possibilità di arrivare fino in fondo.

Ma non è la prima volta che la proposta viene avanzata: già dieci anni fa la Lega ha presentato un disegno di legge, ripresentato poi a ogni legislatura, per avere sgravi nelle aree vicino alla Svizzera. Lo ha precisato lo stesso deputato varesino Stefano Candiani, che ha lavorato all’ordine del giorno inserito nella legge di bilancio appena approvata a Roma. Sembrava irrealizzabile, poi dopo il Covid, dal 2022, il governo italiano grazie a deroghe concesse dall’Unione europea ha attivato una serie di ZES nelle regioni del sud.

Il Mezzogiorno d’Italia ha potuto contare per anni su diverse aree a regime agevolato, fino a una scelta che ha razionalizzato il quadro e semplificato la normativa. La Zona Economica Speciale (ZES) Unica, infatti, viene istituita nel 2024 per rimpiazzare le precedenti otto ZES regionali, considerate troppo frammentate. L’obiettivo dichiarato dal legislatore è attrarre investimenti produttivi nelle aree meno sviluppate del Paese e ridurre il divario economico tra Nord e Sud. Il perno dello strumento è un credito d’imposta che riduce direttamente il costo dell’investimento. Un modello che, secondo questa impostazione, potrebbe essere replicato anche al Nord, in particolare nelle zone di confine con la Svizzera. A differenza dei contributi a fondo perduto, il credito d’imposta si utilizza in compensazione: in pratica, abbassa i versamenti fiscali dovuti allo Stato. Per le imprese con un carico tributario significativo, l’effetto è un beneficio immediato in termini di liquidità.

“Nessuna concorrenza, solo un riequilibrio”

La Lega ha intravisto in questo meccanismo una possibilità, una opportunità “non per fare concorrenza alla Svizzera - questo il deputato Candiani lo ha ribadito - ma per riportare un equilibrio socio-economico nelle aree di confine”. Ha così iniziato un dialogo con il ministero dell’Economia guidato da un altro varesino, il ministro Giancarlo Giorgetti, che ben conosce le problematiche legate all’occupazione e all’industria delle province confinanti con un paese extra UE, per creare un cuscinetto economico. Giorgetti che si è detto favorevole a questo strumento che, spiega ancora Candiani alla RSI, deve essere strutturale, non un contributo una tantum. Altri incontri informali poi, secondo quanto trapela dai deputati leghisti, si sono avuti anche tra i politici e le diplomazie di Roma e Berna.

L’obiettivo dichiarato, insomma, è di iniziare a far funzionare questa zona entro il 2026. Questo per consentire tra l’altro il trasferimento diretto in busta paga dei lavoratori italiani residenti in questi comuni di frontiera di un assegno, un premio di frontiera, che consenta quindi di ridurre il divario salariale tra lo stipendio pagato in Svizzera e quello pagato in Italia. Lo scopo è chiaramente mettere un freno alla fuga di manodopera verso la Svizzera. E questo anche grazie alla tassazione dei cosiddetti nuovi frontalieri, che per il 2026 prevede una cifra vicina ai 50 milioni di euro. I territori che ne beneficerebbero sono quelli prossimi a Ticino, Grigioni e Vallese, nella fascia dei venti chilometri, nelle province di Varese, Como, Sondrio e Verbano-Cusio-Ossola.

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