La distribuzione gratuita della proposta di nuova Costituzione a Santiago del Cile, in Plaza de la Constitución. Sullo sfondo il Palacio de la Moneda (RSI)

Cile al voto per la nuova Costituzione

Urne aperte domenica: la Legge fondamentale dello Stato, ora vigente, risale ancora alla dittatura - Il reportage

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Il Cile domenica, adotterà o respingerà la nuova Costituzione, per sostituire quella vigente, che risale ancora alla dittatura. Il testo della Costituzione è stato scritto da un'assemblea elettiva, metà uomini metà donne, rappresentanti di tutte le componenti sociali del Cile, incluse quelle indigene - e questo testo dovrebbe dare un nuovo quadro politico e legale al Paese per affrontare le prossime sfide.

A Santiago, in plaza de la Costitución - dove si trova il Palacio de la Moneda, storica sede della presidenza- una piccola edicola ha distribuito per settimane gratuitamente gli esemplari del nuovo testo. L'inviato RSI Andrea Ostinelli, è andato a visitarla.

Proprio quando ci avviciniamo all'edicola viola, come la copertina della proposta di nuova Costituzione del Cile, il chiosco viene preso d'assalto da una scolaresca fra i dieci e gli undici anni di età. La direttrice, Andrea Dias, mette subito in riga gli allievi che vogliono portare a casa delle copie per i loro familiari. "È un momento storico", spiega la direttrice, "il Paese decide democraticamente se adottare la nuova Costituzione o tenere quella del 1980. L'importante è che siano ben informati". Dalla periferia di Santiago, la sua scuola primaria è venuta in gita in piazza della Costituzione, il cuore pulsante della vita politica del Cile. A fargli da cicerone appassionato, il professore di storia Nelson Fontealba. "Questo è un luogo di memoria. Qui sono successi fatti importanti che hanno segnato la storia recente", dice. Come il colpo di Stato del 1973 in cui rimase ucciso Salvador Allende. In anni recenti, qui gli ultimi presidenti hanno tenuto i loro discorsi alla nazione. Qui si celebrano i trionfi sportivi del Cile. La memoria va tenuta viva, ma facendo tesoro dell'insegnamento della storia, bisogna saper guardare al futuro della democrazia. "Della nuova Costituzione mi piace il riconoscimento dei diritti della natura, di cui noi umani siamo parte integrante; le norme sull'acqua, che il nuovo testo riconosce come bene comune; la pluri-nazionalità, qualcosa che in Cile si è negato per molto tempo, constata il docente di storia. Per molto tempo non ci siamo riconosciuti negli elementi precolombiani, che fanno parte della nostra cultura".

Mentre il professor Fontealba riprende la visita con gli scolari interpelliamo altre persone, a loro volta con l'opuscolo viola fra le mani. "È una nuova cultura, quella che stiamo instaurando come nuova generazione, che lotta per la sua storia", dice Caroline. Anche la sua amica Eugenia porta una copia in famiglia. "È importante tenere qualcosa che sia simbolico, sottolinea, perché questo è un simbolo. Qualunque cosa succeda è un simbolo di democrazia, è un simbolo che rappresenta anche molti Paesi, che vorrebbero fare la stessa cosa. È un cambio radicale di prospettive e permette la partecipazione di tutti coloro che vogliono".

SEIDISERA/Andrea Ostinelli/M. Ang.
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