Gli impegni nella ricostruzione

TG 12:30 di domenica 03.07.2022

"Conferenza necessaria per non spostare l’attenzione"

Il forum di Lugano sulla ricostruzione dell’Ucraina, sostiene il ricercatore dell’ETH Benno Zogg, scaturirà però in dichiarazioni generali, “cifre di denaro non ce ne saranno”

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La guerra in Ucraina continua a infuriare e ci si chiede come sarà quando le armi finalmente taceranno. Come si ricostruirà un Paese distrutto? Questo è l'interrogativo centrale della conferenza di Lugano, ma di cosa ha bisogno l'Ucraina e cosa può ottenere? L’Ucraina ha davvero bisogno di una conferenza sulla ricostruzione nel bel mezzo di una guerra?

Sì, secondo Benno Zogg, ricercatore senior al Centro per gli studi sulla sicurezza del Politecnico di Zurigo. I bisogni più immediati, spiega, sono “ovviamente gli aiuti umanitari”. Beni di prima necessità, come cibo, acqua ma anche elettricità e “questo è possibile solo con aiuto a lungo termine”. Un tema che verrà trattato anche a Lugano dato che si tratta “di progetti con un orizzonte temporale di anni o addirittura decenni”. Tra le preoccupazioni di Kiev, sottolinea il ricercatore, “c’è anche il fatto che l’attenzione dell’Occidente non si sposti su altri contesti, mettendo in secondo piano la necessità di ricostruire l’Ucraina”.

A Lugano, da domani, si discuterà sul come potrà avvenire questa ricostruzione. I combattimenti, tuttavia, continuano: è quindi difficile trovare soluzioni concrete e attuabili, ma l’impegno ha cercarle è necessario.

Benno Zogg
Benno Zogg (SRF)

“La guerra è ancora in corso: ogni dichiarazione che verrà rilasciata a Lugano non potrà che essere molto generale – aggiunge Zogg –. Per esempio, si dirà che si vuole una ricostruzione sostenibile, libera dalla corruzione e trasparente. Inoltre, determinati paesi e donatori indicheranno in quali settori opereranno. La Svizzera potrebbe per esempio impegnarsi per le piccole e medie imprese o per la formazione professionale”.

Cifre di denaro precise non dovrebbero essere divulgate, ma la ricostruzione senza fondi non è possibile. La responsabilità dei danni, sostiene il ricercatore dell’ETH, “ricade sulla Russia, che non partecipa alla conferenza, ma che dovrebbe effettivamente pagare per tutto quello che sta succedendo in Ucraina. Ci sono però molti ostacoli politici e legali; i Paesi occidentali sono convinti di dover intervenire, ma possono diro solo vagamente cosa faranno”. Quanto al denaro, “nessuno stabilirà cifre precise”, conclude Benno Zogg.

Telegiornale/Red.MM
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