Coronavirus, l'Africa ha paura

Nel continente (oltre un miliardo di abitanti) i casi accertati ora sono poco più di 3'000, ma potrebbero aumentare presto in modo esponenziale

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L'epidemia da coronavirus preoccupa l'Africa. Per ora nel continente (oltre un miliardo di abitanti) i casi sono poco più di 3'000, ma potrebbero aumentare presto in modo esponenziale. Molti paesi hanno già adottato misure forti, come il Sudafrica che ieri (giovedì) ha bloccato tutto per tre settimane. Ma le strutture sanitarie sono inadeguate. La RSI ha intervistato via Skype da Dakar (Senegal) Mamady Traorè, il coordinatore medico di Medici Senza Frontiere che opera in Africa occidentale.

"Ogni anno in Africa c'è una epidemia, morbillo, colera, meningite, siamo abituati ad affrontarle. Ma questa volta con il coronavirus è l'ampiezza a fare paura, la rapidità di contaminazione. I paesi africani non sono pronti a rispondere. Siamo molto preoccupati: se dovesse arrivare un picco sarebbe catastrofico", così il coordinatore medico di Medici Senza Frontiere da Dakar, dove l'ONG gestisce tutte le operazioni in Africa occidentale.

Venerdì mattina i casi ufficiali nel Continente erano 3'243, con 83 morti. Ma le preoccupazioni sono diffuse: dopo Asia, Europa e Nordamerica, il prossimo focolaio potrebbe essere proprio l'Africa.

"Il miglior consiglio per l'Africa è: preparatevi per il peggio e preparatevi oggi", ha detto pochi giorni fa il direttore dell'OMS, l'etiope Tedros Adhanom.

Dalla mezzanotte di ieri il Sudafrica, tra le più grandi economie del continente, ha bloccato tutto per tre settimane, con esercito e polizia a pattugliare le strade. Restrizioni di movimento anche nella popolosa Nigeria, frontiere chiuse in Ruanda e Sud Sudan mentre negli scorsi giorni Senegal, Burkina Faso, Mali, Costa d'Avorio hanno proclamato lo stato d'emergenza sanitaria, così come il Congo dove è stata appena superata l'ultima epidemia di ebola.

In Africa i sistemi sanitari sono fragili. Manca accesso agli equipaggiamenti, le strutture non sono ancora adatte, i laboratori hanno difficoltà con i test e manca personale qualificato. Non dimentichiamo che qui non abbiamo solo il covid 19, ma tante altre patologie, come la malaria che fa più morti del coronavirus.

Jonas Marti/M. Ang.
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