Il presidente della Corte, Peter Tomka (al centro), legge i verdetti
Il presidente della Corte, Peter Tomka (al centro), legge i verdetti (keystone)

"Crimini, ma non genocidio"

Il Tribunale dell'Aia respinge le accuse reciproche di Serbia e Croazia riguardo alle guerre iugoslave

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Serbia e Croazia non hanno compiuto genocidio l’una contro l’altra durante le guerre iugoslave. È questo l’atteso verdetto emesso martedì della Corte internazionale di giustizia.

Le due nazioni si erano rivolte al Tribunale dell’Aia accusandosi a vicenda. In particolare, veniva denunciata l’occupazione da parte della Serbia della città di Vukovar, nel 1991, e i bombardamenti delle forze croate della zona a maggioranza serba di Krajina, che hanno costretto 200'000 abitanti a fuggire dalle proprie case.

"Benché crimini siano stati commessi" dalle due parti tra il 1991 e il 1995, non può essere provato che vi sia stato intento di “distruggere tutta o parte della popolazione”, ha detto il presidente della massima istanza giudiziaria delle Nazioni Unite, Peter Tomka.

"Non siamo contenti, ma accettiamo il verdetto in un modo civile", ha detto il premier croato Zoran Milanovic. Il ministro della Giustizia serbo, dal canto suo, ha commentato dicendo che “è stata chiusa una triste pagina del nostro passato, e ne è stata aperta un'altra sul nostro  futuro”.

reuters/ZZ

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