Un modello di intelligenza artificiale addestrato con i dati raccolti dai giocatori di Pokémon Go potrebbe essere impiegato anche in ambito militare, in particolare per droni utilizzati in zone di guerra, secondo una ricerca del quotidiano olandese Trouw.
Si tratta di un modello che sarebbe in grado di mettere in relazione rappresentazioni digitali di oggetti, come edifici o fontane, con le immagini catturate da una telecamera.
Una funzione apparentemente semplice, ma che rappresenta una sfida significativa per l’IA: mentre una persona riconosce senza difficoltà una fontana da diverse angolazioni o in condizioni diverse, come sotto la pioggia, per una macchina questo processo è molto più complesso.
È proprio questo il tipo di capacità offerta dal modello di intelligenza artificiale sviluppato da Niantic Spatial, una società derivata dell’azienda che ha creato Pokémon Go.
La raccolta dei dati
Per alcuni anni, all’interno del gioco era possibile scansionare oggetti del mondo reale, tra cui edifici, statue o fontane. L’operazione consisteva nel puntare la fotocamera dello smartphone sull’oggetto, muoversi lentamente attorno ad esso e caricare poi i dati raccolti. In questo modo venivano generate centinaia di immagini per ciascun oggetto, ripreso da diverse angolazioni e in condizioni di luce e meteo variabili. Nel complesso, Niantic avrebbe raccolto circa 30 miliardi di queste scansioni.
In cambio, i giocatori ricevevano ricompense all’interno del gioco. Si trattava però di un’attività facoltativa e non centrale per l’esperienza di gioco. Gli utenti venivano inoltre informati esplicitamente che i dati raccolti avrebbero potuto essere utilizzati in futuro per progetti e scopi non ancora definiti: tra le possibili applicazioni, non era menzionato l’impiego in ambito militare, ma nemmeno escluso.
Le spiegazioni di Tanja Eder (SRF 4 News, 15.06.2026)
Il ruolo dell’IA nella navigazione dei droni
I droni si orientano principalmente grazie al GPS, che permette di determinare la posizione. Quando il segnale viene disturbato, ad esempio attraverso operazioni intenzionali di interferenza nelle zone di guerra, diventano però necessari altri punti di riferimento.
In questo caso entrano in gioco i cosiddetti sistemi di posizionamento visivo: il drone registra l’ambiente circostante attraverso la videocamera e cerca elementi riconoscibili, come per esempio edifici.
Per confrontare queste immagini con modelli tridimensionali, la società statunitense di difesa Vantor intende utilizzare il modello di intelligenza artificiale sviluppato da Niantic Spatial. Vantor sviluppa software per droni, anche impiegati in ambito militare. L’azienda non riceverebbe direttamente le immagini raccolte dai giocatori, ma potrebbe servirsi del modello di IA addestrato anche grazie a quei dati.
Il condizionale resta d’obbligo: secondo il Guardian, né Niantic Spatial né Vantor hanno confermato esplicitamente questo utilizzo.
Raccolta di dati interrotta
Nel 2025 Niantic ha separato la propria divisione dedicata ai videogiochi da quella che si occupa della vendita di mappe e modelli di intelligenza artificiale per la mappatura, Niantic Spatial.
Da allora, secondo l’azienda, non vi sarebbe più trasferimento di dati tra le due unità. Recentemente, inoltre, la funzione di scansione è stata rimossa dal gioco.
Un modello usato anche dai robot per le consegne
A marzo Niantic Spatial ha annunciato una collaborazione con Coco Robotics, i cui robot per le consegne trasportano pizze e spesa a Helsinki e in diverse città degli Stati Uniti.

Un robot per le consegne di Coco Robotics
Anche in ambito urbano il GPS può risultare poco affidabile, a causa della grande quantità di segnali presenti nell’aria. Per questo i robot sono dotati di telecamere che permettono di rilevare punti di riferimento e, grazie al modello sviluppato da Niantic Spatial, di determinare la propria posizione.

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Telegiornale 10.06.2026, 20:00









