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Mondiali, la febbre dei latinos di Los Angeles gelata dall’ICE

I lavoratori del SoFi Stadium temono le retate dell’agenzia federale - Il sindacato minaccia lo sciopero se la polizia antimmigrazione si presenta in città

  • Un'ora fa
  • 9 minuti fa
 Passione e paura tra i dipendenti del SoFi Stadium a Inglewood
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A Los Angeles tra calcio, scioperi e ICE

SEIDISERA 16.06.2026, 18:00

  • Keystone
Di: Andrea Vosti, inviato RSI a Los Angeles

Los Angeles, la città degli angeli: 3,9 milioni di abitanti, di questi il 48% sono latinos. Ma anche altri gruppi di immigrati qui in California hanno trovato la loro casa: nell’area metropolitana vivono per esempio circa 600’000 iraniani, arrivati qui a ondate dopo la rivoluzione khomeinista del 1979. Una cosa accomuna le due comunità: la passione per il calcio. Negli Stati Uniti la crescita del calcio deve tantissimo alla presenza degli immigrati: è grazie a loro se il “soccer” sta piano piano recuperando terreno sui tre sport più popolari, football americano, basketball e baseball.

Ma in occasione di questi mondiali nordamericani la passione per il pallone deve fare i conti con le politiche repressive antimmigrazione adottate dall’amministrazione Trump. Più volte, negli scorsi mesi, il presidente statunitense ha minacciato di dispiegare agenti dell’ICE nelle città a guida democratica che ospitano le partite della Coppa del mondo. Come Los Angeles, appunto. Per i circa duemila lavoratori del SoFi Stadium, l’avveniristico stadio situato nel quartiere di Inglewood, questo significa vivere nella paura.

“A me piace molto il mio lavoro, mi piace venire qui”, racconta Susana, origini messicane, oggi cittadina statunitense, che lavora nell’ambito del catering. “Ma durante le partite della Coppa del Mondo non mi sento al sicuro, per colpa dell’ICE”. Isac Martinez lavora al SoFi Stadium come cuoco da quattro anni. Appassionato di football, ha atteso da tempo il calcio d’inizio dei mondiali. Ma anche lui – pur avendo documenti in regola - è tormentato dal timore per le possibili retate della polizia antimmigrazione. “Noi latinos siamo combattuti, non sappiamo se chiuderci in casa per essere al sicuro o se presentarci al lavoro, consapevoli che l’ICE potrebbe farci una sorpresa in ogni momento”.

Una settimana prima dell’inizio dei mondiali, il sindacato Unite Here – che rappresenta la maggioranza dei dipendenti dello stadio – ha votato a favore di uno sciopero in caso di presenza dell’ICE in città: un’eventualità che creerebbe enormi grattacapi alla società che gestisce l’impianto, visto che al SoFi Stadium si disputano infatti ben otto incontri del torneo, tra cui il match Svizzera-Bosnia.

I timori dei latinos di Los Angeles riflettono lo stato d’animo di molte altre comunità di immigrati in tutti i 50 stati degli USA, vittime della repressione dell’amministrazione Trump. Un clima politico che inevitabilmente condiziona questi mondiali di calcio.

“Non possiamo celebrare i mondiali quando i lavoratori, i turisti e le comunità locali non si sentono al sicuro qui a Los Angeles”, afferma Yolanda Fierro. “Dobbiamo essere la città dell’accoglienza, non della paura”.

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