Il presidente turco Recepp Tayipp Erdogan
Il presidente turco Recepp Tayipp Erdogan

Erdogan, braccio di ferro con l'UE

Il presidente turco oggi a Bruxelles dopo la sua azione di forza per riversare in Europa i profughi siriani. Nel 2016 aveva ottenuto 6 miliardi di euro

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I profughi come arma di pressione sull'Europa. Recepp Tayipp Erdogan incontrerà oggi pomeriggio (lunedì) i vertici europei a Bruxelles, il primo meeting dopo il voltafaccia del presidente turco che, a fine febbraio, aveva infranto unilateralmente il patto del 2016 (con il quale Ankara aveva ottenuto sei miliardi di euro in cambio dell'impegno a bloccare il flusso dei migranti verso l'Unione). "Ho dichiarato mesi fa che se l'UE non avesse sostenuto insieme a noi un'equa ripartizione degli oneri, avremmo dovuto aprire le frontiere... Nessuno ha il diritto di giocare con l'onore della Turchia... La Turchia, che ospita il maggior numero di rifugiati nel mondo, continua a fornire protezione internazionale per coloro che la vogliono. I rifugiati sono liberi di lasciare il Paese e scegliere la loro destinazione. Secondo il diritto internazionale, i rifugiati non possono essere detenuti con la forza ", ha dichiarato Erdogan il 2 marzo.

 

Oggi l'UE cercherà di fare chiarezza e di resistere alle richieste di un nuovo accordo o allo stanziamento di altro denaro. All'incontro si parlerà, oltre che di migrazione, sicurezza, situazione in Siria, anche della liberalizzazione dei visti per i turchi, di unione doganale, di assistenza militare alla Turchia, delle trivellazioni nell'area di Cipro.

L'azione di forza per riversare i profughi verso l'UE

Da parte sua il "sultano" cercherà di sfruttare al massimo la drammatica situazione in Siria, dove, nella regione di Idlib, il numero degli sfollati, secondo l'ONU, ha raggiunto il milione. Si tratta per lo più di donne e bambini, costretti alla fuga dall'area, travolta dal conflitto in corso tra le forze turche (che vogliono annientare i curdi) e quelle di Damasco (sostenute dalla Russia). Una situazione che il presidente turco, in prospettiva, ha cavalcato in questi giorni, con un'azione di forza, aprendo le sue frontiere verso l'UE, per riversare in Europa i migranti che, dalla Turchia, arrivano o tentano di arrivare in Grecia, cercando di aumentare la pressione sulle istituzioni europee.

"Aprite le porte!"

"Grecia! Vi lancio un appello... Aprite le porte e liberatevi di questo peso... Fateli andare negli altri Paesi europei!", è stato il messaggio inviato domenica da Erdogan al premier greco Kyriakos Mitsotakis nel corso di un discorso TV con il quale ha anche confermato la missione di oggi a Bruxelles. "Spero di tornare dal Belgio con risultati differenti", ha scandito il leader turco riferendosi ai previsti colloqui con il presidente del Consiglio europeo Charles Michel e la presidente della Commissione Ursula von der Leyen.

Il coltello dalla parte del manico

Giovedì oltre 1'700 profughi sono sbarcati sulle isole greche e si sono aggiunti ai 38'000 che in condizioni disperate sono ammassati in campi improvvisati (martedì Ankara aveva diffuso un video della guardia costiera greca che bastonava i migranti sui gommoni e sparava a pochi metri dai natanti a Lesbo, per contro i greci sabato hanno reso pubbliche immagini nelle quali un blindato turco cerca di abbattere la frontiera greca di Kastanies, nella valle dell'Evros per permettere il passaggio di circa 6'000 profughi). Sabato Erdogan ha ordinato alla Guardia Costiera turca di fermare i migranti che tentano di attraversare il mar Egeo per il pericolo che la traversata comporta. Scelta che ha poco a che fare con preoccupazioni umanitarie e molto con la voglia di dare un segnale all'Europa e di riaffermare che se c'è qualcuno che in questa gigantesca tragedia umanitaria ha il coltello dalla parte del manico, questo è lui, il sultano di Ankara.

Non si placa, dunque, la tensione al confine tra Grecia e Turchia, dove continuano a essere accampati migliaia di migranti che cercano di entrare in Europa. Venerdì mattina sono stati segnalati nuovi scontri a Kastanies, località greca allla frontiera nei pressi della città di Edirne.

 

La polizia di frontiera greca ha sparato gas lacrimogeni ed ha usato i cannoni ad acqua contro gruppi di persone che cercavano di oltrepassare la frontiera. Gli agenti turchi hanno risposto con lacrimogeni lanciati verso il lato greco. In mezzo, i migranti, hanno risposto ai respingimenti con lanci di pietre.

 
ATS/M. Ang.
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