Analisi

L’attacco al Venezuela, la cattura di Maduro e la qualità dell’informazione

Tra breaking news e immagini finte: come contenuti generati con l’intelligenza artificiale hanno alimentato il caos informativo sui social

  • 7 gennaio, 12:03
  • Ieri, 08:33
Maduro insieme alla moglie arrivati a New York

Maduro insieme alla moglie arrivati a New York

  • Keystone
Di: di Philip Di Salvo, senior researcher e docente presso l’Università di San Gallo

Nelle ore successive alla diffusione della notizia dell’attacco statunitense in Venezuela e sulla cattura del presidente Nicolás Maduro, sulle piattaforme social sono rapidamente apparsi numerosi contenuti fuorvianti presentati come prove dell’evento. Filmati provenienti dal passato, immagini fabbricate e materiali generati con l’intelligenza artificiale sono stati condivisi come se documentassero attacchi a Caracas o il momento stesso della cattura del leader venezuelano. Un fenomeno certamente non nuovo nel contesto dei grandi eventi internazionali, e in generale delle situazioni di breaking news, ma che secondo diversi osservatori starebbe aumentando proprio a causa della diffusione capillare degli strumenti di IA generativa. La portata straordinaria degli eventi di per sé, che hanno visto la rimozione e l’arresto di un capo di Stato da parte di un altro e manu militari, eventi che secondo numerosi osservatori sarebbero completamente in violazione del diritto internazionale, ha certamente accelerato le dinamiche della mis- e disinformazione, specialmente online.

Una delle immagini più diffuse tra quelle diventate virali, che ritraeva due agenti DEA ai lati del presidente venezuelano in manette, ha iniziato a circolare a pochi minuti dalla notizia. Il magazine Wired ha riferito di aver analizzato il materiale attraverso SynthID, un sistema sviluppato da DeepMind per l’identificazione di immagini generate con l’IA, riscontrando forti indizi della sua natura artificiale. Anche il network di fact-checking Eurovision News Spotlight, coordinato dalla European Broadcasting Union, è giunto alla medesima conclusione in merito a quella immagine, nel frattempo però diventata virale. La mis- e disinformazione non si sono però limitate alle foto. In diversi casi, gli strumenti di intelligenza artificiale sono stati utilizzati per trasformare immagini fabbricate in brevi video, successivamente presentati come riprese autentiche dell’arresto o di altri momenti degli eventi degli ultimi giorni. Secondo le ricostruzioni, su TikTok numerosi di questi filmati hanno raggiunto centinaia di migliaia di visualizzazioni in poche ore. Alcuni sembrano derivare da immagini generate artificialmente e pubblicate su Instagram da un creatore digitale identificato come Ruben Dario, scrive ancora Wired.

Secondo varie analisi, questa immagine diventata virale sui social è in realtà stata creata con l'IA

Secondo varie analisi, questa immagine diventata virale sui social è in realtà stata creata con l'IA

Il quotidiano britannico Guardian ha osservato che, quando Donald Trump ha pubblicato la prima fotografia verificata di Maduro bendato, ammanettato e in tuta grigia a bordo della nave da guerra USS Iwo Jima, le immagini false avevano già raggiunto una diffusione virale. In un report diffuso già nel pomeriggio di lunedì, l’organizzazione di fact-checking NewsGuard ha dichiarato di aver individuato almeno cinque immagini manipolate o decontestualizzate e due video fuorvianti relativi alla presunta operazione militare in Venezuela. Tra queste, un video che sosteneva di documentare l’atterraggio di un elicottero delle forze speciali statunitensi in un sito militare venezuelano. In realtà, sempre secondo NewsGuard, le immagini provenivano da un’esercitazione militare svoltasi nel mese di giugno presso la base di Fort Bragg, in North Carolina. È tuttavia importante ricordare che non tutta la misinformazione e la disinformazione che circola online è riconducibile all’intelligenza artificiale. Sui social network sono infatti riemersi anche filmati della cattura di Saddam Hussein, così come video di scioperi in Venezuela risalenti a mesi precedenti l’attacco statunitense, oltre ad altri contenuti riproposti come se fossero legati agli eventi degli ultimi giorni, pur non avendo alcuna connessione con essi.

La fotografia, originale, di Maduro pubblicata da Trump sul suo social media Truth

La fotografia, originale, di Maduro pubblicata da Trump sul suo social media Truth

“È la prima volta che mi capita di assistere a una tale proliferazione di immagini generate dall’IA relative a ciò che avrebbe dovuto essere un momento reale”, ha dichiarato al New York Times Roberta Braga, direttrice esecutiva del think thank Digital Democracy Institute of the Americas. Come riportato sempre dal New York Times, la maggior parte delle principali piattaforme di intelligenza artificiale generativa prevede regole che vietano la creazione di contenuti ingannevoli e, in molti casi, proibisce esplicitamente la produzione di immagini false di figure pubbliche, come nel caso di Maduro. Tuttavia, i test condotti dai giornalisti hanno mostrato che numerosi strumenti di uso comune erano comunque in grado di produrre immagini analoghe in pochi secondi e gratuitamente, un elemento che segnala un problema di policy e regolamentazione. Wired ha inoltre segnalato come, interrogata sull’attacco Usa e l’arresto di Maduro nella mattinata di sabato, ChatGPT avrebbe smentito l’ipotesi che Maduro fosse stato catturato. Per avere una visione di insieme, il giornalista della BBC ed esperto di disinformazione online Shayan Sardarizadeh ha pubblicato una raccolta di tutti I maggiori contenuti fuorvianti emersi in questi giorni su Bluesky.

Come riportato da 404 Media, una delle piattaforme che ha incontrato maggiori difficoltà in questo contesto è stata X che, dall’acquisizione di Musk, è spesso stata criticata per la quantità di contenuti tossici e inaffidabili che ospita. Nelle ore immediatamente successive a eventi di grande rilevanza, la circolazione di contenuti falsi o manipolati ha reso complesso orientarsi nel flusso informativo della piattaforma, un tempo una delle più utili per l’informazione. Nel complesso, gli eventi di questi giorni costituiscono un esempio significativo delle molteplici forme che il disturbo dell’informazione (“information disorder”) può assumere nell’epoca contemporanea. Tra immagini manipolate, contenuti virali e notizie che si diffondono prima della completa verifica, emerge la delicatezza del ruolo dei media e la necessità di un approccio critico e ponderato all’informazione, specialmente di fronte a eventi geopolitici particolarmente complessi e violenti, terreno da sempre fertilissimo per questo genere di fenomeni.

Si rendono necessarie analisi sistematiche e ricerche longitudinali di maggiore profondità al fine di valutare la portata e l’effettiva capacità di tali pratiche manipolative di contaminare l’ecosistema informativo, in particolare se poste in relazione con il ruolo delle testate giornalistiche, con i meccanismi di moderazione dei contenuti adottati dalle piattaforme digitali e, non da ultimo, con le competenze critiche degli utenti. Pur evitando panici morali e conclusioni catastrofiste, ciò che appare tuttavia evidente è come gli eventi venezuelani di questi giorni configurino un caso di studio paradigmatico, capace di illustrare in che modo l’interazione tra le dinamiche dei social media e quelle dell’intelligenza artificiale generativa costituisca, allo stato attuale, un fattore di significativo deterioramento della qualità dell’informazione online.

Philip Di Salvo è senior researcher e docente presso l’Università di San Gallo. I suoi temi di ricerca principali sono i rapporti tra informazione e hacking, la sorveglianza di Internet e l’intelligenza artificiale. Come giornalista scrive per varie testate.

Il presidente venezuelano Nicolas Maduro
05:20

L'intervista all'analista politico Gilles Gressani

SEIDISERA 05.01.2026, 18:00

  • Archivio Keystone
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