I gas serra, tra l'altro, aumentano numero e intensità degli eventi meteorologici estremi (keystone)

Gas serra, sempre peggio

Nuovo record negativo mondiale nel 2017. L'ONU: "Ridurre emissioni subito altrimenti cambiamento climatico avrà conseguenze irreversibili"

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

"I dati scientifici sono inequivocabili". Le concentrazioni atmosferiche di gas serra (risultato delle attività umane) come anidride carbonica (CO2), metano (CH4) e protossido di azoto (N2O), sono ulteriormente aumentate nel 2017 per raggiungere "nuovi record mondiali". Di conseguenza, "se le emissioni di gas serra, compresa la CO2, non si riducono rapidamente, il cambiamento climatico avrà conseguenze irreversibili e sempre più distruttive per la vita sulla Terra". Così Petteri Taalas, segretario generale dell'Agenzia Meteorologica Mondiale delle Nazioni Unite (OMM).

Purtroppo "non ci sono prove di un'inversione di questa tendenza, che è la forza motrice del cambiamento climatico, dell'innalzamento del livello del mare, dell'acidificazione degli oceani e dell'aumento del numero e dell'intensità degli eventi meteorologici estremi", sottolinea l'OMM.

 

Secondo i dati dell'OMM, le concentrazioni di anidride carbonica (CO2) sono state di 405,5 parti per milione, rispetto alle 403,3 del 2016. L'ultima concentrazione di CO2 comparabile è di milioni di anni fa. La temperatura era da 2 a 3°C più elevata e il livello del mare da 10 a 20 metri più alto. Le concentrazioni di metano, il secondo gas a effetto serra per importanza, sono aumentate a 1'859 parti per miliardo, oltre il 250% del livello preindustriale. Le emissioni di protossido di azoto sono aumentate a 329,9 parti per miliardi, più del 120% rispetto all'era preindustriale.

I gas serra catturano parte della radiazione solare che passa attraverso l'atmosfera, che a sua volta si riscalda. Questo fenomeno, chiamato dagli esperti "forzatura radiativa", è aumentato del 41% dal 1990. E la CO2 è di gran lunga la causa principale di questo riscaldamento.

L'anno scorso, gli esperti hanno anche osservato un aumento "inatteso" di un potente gas serra che riduce i livelli di ozono, il CFC-11 (triclorofluorometano), la cui produzione è disciplinata da un accordo internazionale per la protezione dello strato di ozono.

AFP/ATS/M. Ang.

Condividi