Green Pass, tante incertezze

Ogni Paese ha 6 settimane per adeguare i propri certificati-Covid, ma si attendono decisioni definitive sull'equivalenza di quello svizzero

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Mancano pochi giorni all’entrata in vigore del Green Pass Europeo, ma le incertezze sono ancora molte. Incertezze sui tempi per l’utilizzo nei vari Paesi (che avranno comunque fino a 6 settimane di tempo per adeguarsi), e anche sull’equivalenza del certificato svizzero.

Secondo il megafono degli annunci il Green Pass Europeo è il grande lasciapassare per tornare a una libera circolazione che, dopo tutte le differenti restrizioni per la pandemia, riallinei i Paesi europei a un set di norme condivise. Ma a soli 8 giorni dall’inizio di quel mese di luglio (durante il quale entrerà in vigore a tutti gli effetti il certificato digitale che eviterà ai viaggiatori di essere sottoposti a test o quarantene), non tutte le caselle sembrano ancora chiare e risolte.

Soprattutto per chi, come la Svizzera, da Paese dell'area Schengen, ha sì pieno diritto di entrare in questo circuito. Da un punto di vista tecnico non sussisterebbero problemi, le piattaforme digitali sarebbero già compatibili con quelle europee, ma si attendono decisioni definitive da parte delle autorità su queste equivalenze.

Del resto, ogni Paese ha 6 settimane di tempo per adeguare i propri certificati, tanto più se si pensa che i criteri per ottenere il Green Pass sono simili tra i vari Stati, ma possono avere differenti applicazioni. Per fare un esempio, per l’Italia bastano 14 giorni di distanza dalla prima dose del vaccino, mentre per ricevere il certificato Covid svizzero bisogna aver già effettuato il ciclo completo di vaccinazione.

Restano, per tutti, gli altri criteri, i 6 mesi dalla guarigione dal Covid o la negatività di un tampone nelle 48 ore precedenti al viaggio, ma quel che è certo è che a volte, per semplificare, occorre passare attraverso una serie complessa di ordinanze, come quelle che di volta in volta hanno allentato le misure per gli spostamenti tra Italia e Svizzera nella fascia di confine, a 60 chilometri dalla propria residenza. L’ultima, lo scorso 18 giugno che, dopo aver tolto l’obbligo del tampone, ha tolto anche quello della compilazione del formulario online, per un’entrata in Italia non superiore alle 48 ore di permanenza. Tutte curve obbligatorie per cercare di tornare sulla strada più dritta della normalità.

TG/L. Buccella
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