(keystone)

Guaidò indagato, Maduro "dialoga"

Beni congelati e divieto di lasciare il paese al “responsabile delle proteste”. Maduro si dice però disposto a negoziare con l'opposizione

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Il presidente del Tribunale supremo di giustizia venezuelano Maikel Moreno ha proibito di lasciare il paese a Juan Guaidò, il presidente del Parlamento che ha assunto i poteri dell'Esecutivo, e gli ha congelato anche i beni, come richiesto dal procuratore generale.

Su Guaidò è infatti stata aperta un’inchiesta preliminare, in particolare perché è stato individuato come leader e responsabile delle proteste di piazza che “hanno attentato alla pace della Repubblica e hanno comportato gravi danni alle famiglie venezuelane”. Le misure restrittive resteranno in vigore fino al termine dell’inchiesta. Si tratta della risposta del presidente socialista Nicolas Maduro al suo rivale, considerato che tutti i membri della più alta istituzione giudiziaria del Venezuela sono stati designati dal chavismo.

 

Dal canto suo il consigliere per la Sicurezza nazionale degli Stati Uniti, John Bolton, ha dichiarato che ci saranno "conseguenze serie" per chiunque tenti di colpire Juan Guaidò, fortemente sostenuto da Washington. “L’unica risposta del regime è la persecuzione, la repressione”, ha attaccato lo stesso autoproclamato presidente 35enne davanti alla stampa.

Maduro: "Pronto al dialogo con opposizione"

Sul fronte opposto, se da una parte Maduro non sembra voler cedere di un millimetro e – dopo aver rispedito al mittente l’ultimatum dell’Unione Europea, che chiedeva nuove elezioni in tempi brevi – ha accusato gli Stati Uniti di orchestrare un colpo di Stato, mercoledì mattina si è detto però disposto a dialogare con l'opposizione, aprendo pure alla possibile mediazione di paesi terzi.  Si è pure detto favorevole ad elezioni politiche anticipate, ma non a quelle presidenziali chieste dal capo di Stato designato Juan Guaidò, con un vasto appoggio internazionale.

 

"Sono pronto a sedermi al tavolo dei negoziati con l'opposizione per il bene del Venezuela, per il desiderio di pace e per il futuro", ha detto il presidente in un'intervista all'agenzia russa Ria Novosti.

Oggi, mercoledì, sono previste nuove proteste di piazza, nonostante i 40 morti e le centinaia di arresti finora registrati.

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TG 20 di mercoledì 30.01.2019

 
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