Guardie e ladri... per mare

La guardia di finanza e le barche sequestrate ai trafficanti di esseri umani nel Canale d'Otranto

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Per contrastare le organizzazioni malavitose, turche e albanesi in particolare attive nel Canale d’Otranto, la guardia di finanza utilizza soprattutto navi, scafi ed elicotteri, ma anche le stesse imbarcazioni sequestrate ai trafficanti.

“Solo quest’anno siamo riusciti a bloccare una trentina di natanti e ad arrestare 17 scafisti”, dichiara ai microfoni della RSI il tenente colonnello della stazione navale di Bari, Rocco Nicola Savino, che ricorda: “I mezzi più performanti e potenti che riusciamo a bloccare, una volta concluso tutto l’iter processuale, vengono integrati nella flotta in dotazione al corpo”. Sorte differente, invece, spetta a tutte quelle altre imbarcazioni, come gommoni, piccole barche a vela o pilotine, che vengono distrutte.

I trafficanti di esseri umani non hanno scrupoli e utilizzano qualsiasi mezzo a loro disposizione pur di compiere i loro malaffari e di guadagnare, ci racconta ancora l’ufficiale, mentre sul molo del porto di Bari ci mostra alcune delle barche alle quali un tempo proprio lui dava la caccia, e che ora, invece, i suoi uomini utilizzano per dare la caccia ai trafficanti, al largo delle coste pugliesi.

Lino Bini

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Con la guardia di finanza sulle tracce dei trafficanti di esseri umani nel Canale d'Otranto. Sulla banchina del porto di Otranto sono le 5.00 del mattino. Gilberto Gloria, comandante della guardia di finanza, sta impartendo gli ultimi ordini al suo equipaggio, composto da quattro persone, affinché la motonave sulla quale presta servizio possa prendere il largo in tempi brevi e iniziare così il pattugliamento quotidiano della costa salentina...

 
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