Luigi Di Maio (keystone)

Il "no" di Rousseau a Di Maio

Gli iscritti alla piattaforma vogliono che i Cinque Stelle corrano in Emilia Romagna e Calabria - Scricchiola l'alleanza di Governo con il PD

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Una pausa elettorale fino agli "Stati generali" del movimento a marzo, riconoscendo il momento di difficoltà, evitando di partecipare alle due elezioni regionali di fine gennaio e non rischiando dunque di incorrere in nuove batoste: è la proposta che i Cinque Stelle hanno presentato giovedì ai loro iscritti tramite la piattaforma online Rousseau. La risposta è stata chiara e suona come una sconfessione per il capo politico, il ministro degli esteri Luigi Di Maio: non se ne parla, 70,6% di "no" anche se con una partecipazione di appena un quinto degli aventi diritto, segnale di disaffezione.

I grillini dovranno dunque presentarsi da soli. "Il mandato è chiaro", ha preso atto lo stesso Di Maio, che con altri 21 alti esponenti ha partecipato in serata a una cena organizzata a Roma dal premier Conte per compattare la squadra.

Ma ci sono da considerare le possibili ripercussioni sull'alleanza con il PD, che resiste a livello nazionale ma era uscita sonoramente sconfitta dal centrodestra in Umbria. Il Partito democratico governa infatti entrambe le regioni in questione, rimesse in gioco fra due mesi, e dovrà difendersi senza aiuti dall'attacco della Lega, che minaccia di far sua non solo la Calabria ma anche l'Emilia Romagna, "rossa" per eccellenza. Di Maio assicura che non ci saranno conseguenze sull'Esecutivo ma Matteo Salvini già gongola agli scricchiolii di quello che definisce "un Governo contro natura".

Primo partito del paese con oltre il 32% dei suffragi alle politiche del 2018, i Cinque Stelle erano scesi al 17% alle elezioni europee di maggio e in Umbria avevano raccolto circa il 7% delle preferenze.

Sardine di nuovo in protesta

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TG 20 di sabato 23.11.2019

 
ATS/ANSA/pon
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