Il fumo provocato dai bombardamenti (Keystone)

Israele colpisce la striscia di Gaza

Almeno venti morti, tra cui nove bambini, nei bombardamenti scattati in replica al lancio di razzi da parte dei gruppi armati palestinesi

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Gli appelli internazionali affinché i gruppi armati palestinesi e gli israeliani sotterrino l'ascia di guerra si moltiplicano, ma i loro effetti per ora non si sono visti e proseguono le violenze a Gerusalemme Est, le peggiori dal 2014. L'esercito con la stella di Davide lunedì sera ha risposto al lancio di missili verso il proprio territorio bombardando la striscia di Gaza. Gli attacchi, stando ad Hamas, hanno provocato almeno 20 morti, tra cui 9 bambini, e più di una sessantina di feriti. Tra le vittime vi sarebbe anche uno dei comandanti del movimento che controlla il territorio chiuso tra il Mar Mediterraneo, l'Egitto e Israele dove vivono poco meno di 2 milioni di persone. Israele ha confermato unicamente la morte di tre membri di Hamas.

 

Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha accusato il movimento islamista di aver superato "una linea rossa (...) lanciando razzi nella zona di Gerusalemme" dove fra l’altro ha sede anche il Parlamento israeliano, la Knesset. Ha promesso una risposta forte con parole che annunciano altre vittime. "Israele reagirà con la forza (...), chi attacca pagherà un prezzo alto. Vi dico, cittadini d'Israele, che l'attuale conflitto potrebbe durare per qualche tempo", ha aggiunto il premier dopo che l'esercito aveva fatto sapere che alcuni razzi erano stati intercettati dallo scudo antimissilistico Iron Dome, ma che alcuni erano caduti sul territorio dello Stato ebraico dove alcune città hanno aperto i rifugi. Dalle 18 di lunedì, quando è scaduto l'ultimatum di Hamas, sarebbero oltre 150 i razzi lanciati dalla Striscia. Il Governo, secondo fonti citate da diversi giornali israeliani, avrebbe deciso di limitare la risposta ai bombardamenti, senza un intervento diretto dell'esercito, ma più analisti non lo escludono.

Altissima tensione in Israele

Altissima tensione in Israele

TG di lunedì 10.05.2021

 

Gli scontri che da giorni scuotono la città santa lunedì sera si sono estesi ad altre località. Arabo israeliani e polizia, riferiscono i media locali, si sono confrontati a margine delle dimostrazioni svoltesi, in solidarietà con i palestinesi di Gerusalemme, a Haifa, Shfaram, Segev Shalom, Eksal, Kafr Manda Nahaf e Nazareth dove ci sono stati 15 arresti.

Gli attacchi missilistici hanno segnato il quarto giorno di violenze nel cuore della città vecchia di Gerusalemme che finora hanno provocato oltre 300 feriti, tra i quali 9 agenti. Centinaia di palestinesi manifestano e la polizia risponde con proiettili di gomma e gas lacrimogeni al lancio di pietre. La situazione è sempre tesissima. Secondo gli inviati dell'agenzia AFP lunedì sera un vasto incendio è scoppiato nella Spianata delle Moschee, dove migliaia di fedeli erano riuniti per le preghiere serali.

La situazione è tornata altamente esplosiva a causa delle manifestazioni partite dal quartiere di Sheikh Jarrah contro lo sfratto di tre famiglie palestinesi, su cui dovrebbe esprimersi in via definitiva la Corte suprema israeliana. La maggior parte dei residenti nell’area, a maggioranza palestinese ma sacra per gli ebrei data la presenza della tomba di Simeone il Giusto, rischiano di essere allontanati dalle loro case a causa di una complessa lunga disputa legale sulla pertinenza del territorio.

Diem/ATS
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