Mercoledì a Minneapolis un agente della polizia federale americana per l’immigrazione (ICE) ha sparato a una gamba di un uomo, cittadino venezuelano, secondo quanto riferito dalle autorità municipali. Queste ultime hanno esortato la popolazione a “mantenere la calma”, una settimana dopo che una giovane madre della stessa città, Renee Good, è stata uccisa.
“Comprendiamo che ci sia rabbia”, hanno scritto le autorità municipali sul social network X, aggiungendo che “la città di Minneapolis chiede ancora una volta che l’ICE lasci immediatamente la città e lo Stato”.
I responsabili del Dipartimento per la Sicurezza Interna hanno confermato la sparatoria, affermando che “uno straniero irregolare proveniente dal Venezuela” aveva opposto resistenza all’arresto dopo un controllo stradale. “Mentre il sospetto e l’agente di polizia lottavano a terra, due individui sono usciti da un appartamento vicino e hanno aggredito l’agente con una pala da neve e un manico di scopa”, ha spiegato il Dipartimento.
Il poliziotto ha quindi “sparato un colpo difensivo per proteggere la propria vita”, colpendo l’uomo alla gamba, secondo l’istituzione. I rappresentanti eletti di Minneapolis e dello Stato del Minnesota hanno denunciato le azioni degli agenti del Dipartimento della Sicurezza Interna, compresi quelli dell’ICE.
In un video diffuso mercoledì su X il governatore del Minnesota Tim Walz ha denunciato “il caos, i disordini e i traumi che il governo federale sta causando alla nostra comunità”, descrivendo gli interrogatori porta a porta condotti nello Stato da agenti dell’ICE “armati, mascherati e poco addestrati”.

Proteste negli Stati Uniti dopo i fatti di Minneapolis
Telegiornale 11.01.2026, 20:00





