Locali sui navigli di Milano, foto d'archivio (Ansa)

Italia: coprifuoco locale, sindaci divisi

Spaccatura sulle nuove norme anti-Covid che affidano la decisione sulle chiusure di locali e piazze ai capi dei municipi italiani

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Chi, meglio di un sindaco, dovrebbe conoscere la propria città? E quindi capire dove è meglio intervenire "chirurgicamente" per evitare assembramenti e imporre il rispetto delle regole anti-pandemia (per esempio nelle zone della cosiddetta movida)? Invece diversi sindaci italiani non hanno accolto affatto bene le nuove norme annunciate domenica sera dal premier italiano Giuseppe Conte, in particolare la misura che affida la responsabilità di istituire coprifuoco o chiusure di piazze proprio a loro.

Un provvedimento “scaricabarile”, è stato definito da alcuni degli interessati (tra questi il presidente dell'Associazione nazionale comuni italiani, Antonio Decaro), che temono di doversi assumere la responsabilità di scelte impopolari. Da una parte amministratori come il presidente leghista della Regione Lombardia, Attilio Fontana, tuonano contro il Governo: "Nella gestione delle città ha delegato ai sindaci la gestione delle piazze e delle strade, al fine di prevenire il contagio da Covid-19, scaricando su di loro una responsabilità impopolare senza il supporto di mezzi adeguati". Dall'altra parte, però, c'è anche chi, come il sindaco di Perugia, Andrea Romizi (Forza Italia), non intende sottrarsi alle proprie responsabilità. "I sindaci non si tireranno indietro", ha affermato Romizi. "Vista la delicatezza della misura - ha aggiunto - verificheremo la possibilità di adottare questi provvedimenti insieme a prefetto e forze dell'ordine. Faremo un'analisi delle esigenze che si presenteranno anche sulla base dell'esperienza che abbiamo accumulato nelle ultime settimane", quando "abbiamo controllato e sanzionato dove serviva".

La Lombardia chiude di nuovo

La Lombardia chiude di nuovo

TG 12:30 di martedì 20.10.2020

 
 
M. Ang.
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