La Svizzera manterrà le limitazioni all'entrata dall'Italia fino al 6 luglio (@Ti-Press/Elia Bianchi)

Italia, scontro sulla riapertura

Grande incertezza sulle misure che dal 3 giugno accompagneranno la ripresa degli arrivi dall'estero e del traffico interregionale

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Il conto alla rovescia in vista della riapertura delle frontiere nazionali e il via libera alla mobilità interregionale è iniziato, ma in Italia (e non solo) regna la massima incertezza quanto a cosa succederà concretamente dal 3 giugno, la data stabilita da Roma per l’entrata nella nuova fase di allentamento. La decisione che ha spiazzato tutti, a cominciare dalla Confederazione elvetica, risale al 15 maggio, ma la partita appare tutt'altro che chiusa. Venerdì sera il Governo ha ribadito che saranno tolti tutti i vincoli ai movimenti interni e all’arrivo di chi risiede nell'area Schengen (Svizzera compresa), ma l'annuncio dell'abolizione delle autocertificazioni e del confinamento obbligatorio non ha messo fine alle discussioni. Anzi. A meno di 48 ore dall'appuntamento, non si placa infatti lo scontro fra il Governo e alcune Regioni che, preoccupate per una nuova possibile ondata di contagi veicolata dalla ripresa dei viaggi interni e internazionali, pensano ad adottare misure restrittive a tutela della propria popolazione. Una questione che di certo terrà banco anche domani, martedì 2 giugno, Festa della Repubblica che vedrà anche scendere in piazza, contro le misure del Governo PD-M5S, il leader della Lega Matteo Salvini e quella di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni.

 

Il disorientamento è generale e tantissimi sono anche gli italiani residenti in Svizzera che in queste ore cercano di capire se da mercoledì potranno varcare il confine di Stato e, se sì, a quali condizioni. Una decisione chiarificatrice è attesa da Palazzo Chigi. Le posizioni emerse negli ultimi giorni appaiono difficilmente conciliabili. C'è chi, come i governatori di Emilia-Romagna, Puglia, Liguria, Veneto e Marche, sposa integralmente la linea governativa anche se taluni preferirebbero posticipare la riapertura al 15 giugno, visto quanto sta avvenendo nel resto d'Europa. Chi, come in Toscana, in Calabria e nel Lazio, chiede di mantenere qualche condizione per gli spostamenti dalle regioni più colpite, come la Lombardia. Chi vorrebbe la generalizzazione dell'obbligo di presentare un certificato medico attestante la negatività in vigore attualmente in Sardegna per chi arriva con voli privati. E, infine, chi, come ha fatto sapere tramite un'intervista il governatore della Campania Vincenzo De Luca, non dà per nulla scontata la riapertura della mobilità interregionale e già annuncia l'introduzione di rigidi controlli e test ai caselli, nelle stazioni, nei porti e negli aeroporti.

Una situazione che di certo non facilita chi sta pianificando un viaggio in Italia per le vacanze o per riunirsi alla famiglia. Tanto più che a Roma si sarebbero detti disponibili ad introdurre una qualche forma di tracciamento dei turisti in entrata nella Penisola. Non è però chiaro se sarà davvero così e, se del caso, come sarà assicurato tra meno di 48 ore. Ad alimentare la confusione anche per chi abita in Svizzera (la Confederazione ha fissato la ripresa dei normali collegamenti con l'Italia a partire dal 6 luglio quando dovrebbe cadere anche il divieto del turismo degli acquisti) sono poi giunte le dichiarazioni del ministro degli esteri Luigi Di Maio che ha detto: "siamo pronti a chiudere le frontiere a chi non ci rispetta".

RG/Diem
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