Tutti gli interpreti di 007 immortalati al museo delle cere di Madame Tussaud a Londra: da sinistra a destra, e non in ordine cronologico, Roger Moore, Timothy Dalton, Daniel Craig, Sean Connery, George Lazenby e Pierce Brosnan
Tutti gli interpreti di 007 immortalati al museo delle cere di Madame Tussaud a Londra: da sinistra a destra, e non in ordine cronologico, Roger Moore, Timothy Dalton, Daniel Craig, Sean Connery, George Lazenby e Pierce Brosnan (keystone)

James Bond: da 60 anni sul grande schermo

Il debutto cinematografico di 007 risale esattamente al 5 ottobre del 1962: sei decenni di grandi successi e tanti interrogativi sul futuro della leggendaria saga

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Fascinoso, dirompente, sempre sorprendente e sempre d'attualità... La magniloquenza non di rado si spreca quando si tratta di citare fatti e protagonisti del grande schermo. Ma per un personaggio come James Bond si attaglia davvero a meraviglia. Specie in una giornata come questa: a esattamente 60 anni dalla prima apparizione al cinema del personaggio ideato da Ian Fleming.

Beato fra le Bond-girls di turno: Sean Connery, qui attorniato da Molly Peters, Claudine Auger, Martine Beswick e Luciana Paluzzi, sul set di
Beato fra le Bond-girls di turno: Sean Connery, qui attorniato da Molly Peters, Claudine Auger, Martine Beswick e Luciana Paluzzi, sul set di "Operazione tuono", campione d'incassi nel 1966 (keystone)

Risale proprio al 5 ottobre del 1962 l'uscita nelle sale di "Agente 007, licenza di uccidere" (Dr. No). Un film che, a fronte di un budget non certo stratosferico, fece registrare inaspettati e copiosi incassi: costato un milione di dollari, ne incassò infatti quasi 60 e rivelò soprattutto al grande pubblico lo spessore e il talento di Sean Connery. Fu l'inizio di una saga che fra trame sempre più avvincenti, gadget avveniristici e cocktail agitati ma non mescolati avrebbe imposto James Bond come un autentico fenomeno di costume degli anni '60. L'attore scozzese lo interpretò in altri cinque film tutti coronati dal successo: memorabili, in particolare, "Dalla Russia con amore" (1963), "Missione Goldfinger" (1964) e "Operazione tuono" (1965).

Il debutto di Roger Moore nel ruolo di 007:
Il debutto di Roger Moore nel ruolo di 007: "Vivi e lascia morire", girato nel 1973, con Jane Seymour alla sua prima apparizione di rilievo sul grande schermo (keystone)

Sull'onda di così tanti trionfi al box-office, l'agente 007 si guadagnò da allora un posto a pieno titolo nella mitologia contemporanea. Ma nel 1967 Connery, temendo di essere ormai troppo identificato col personaggio, decise di attaccare al chiodo lo smoking d'ordinanza e passare la mano. Fu quindi la volta di George Lazenby in "Al servizio segreto di Sua Maestà" (1969), girato in larga misura proprio in Svizzera. A detta di molti, retrospettivamente, il film più bello di tutta la serie. Certamente il più sfortunato, fra incassi in netto calo e un'interpretazione, quella del modello australiano, che all'epoca non convinse pienamente né il pubblico, né tantomeno la critica. Dopo una fugace riapparizione di Connery in "Una cascata di diamanti" (1971), spettò quindi a Roger Moore il compito di traghettare James Bond negli anni '70 a colpi di humour, eleganza tutta british e bonarietà. L'era Moore, durata fino al 1985, si segnalò soprattutto per un crescente ricorso agli effetti speciali e a impressionanti scene d'azione: emblematici, in questo senso, film che sbancarono al botteghino come "La spia che mi amava" (1977), "Moonraker" (1979) e "Octopussy" (1983).

Il James Bond degli anni '90: quello portato sullo schermo, per 4 film, da Pierce Brosnan
Il James Bond degli anni '90: quello portato sullo schermo, per 4 film, da Pierce Brosnan (keystone)

Dopo una parentesi durata un paio di film con Timothy Dalton, attore di estrazione teatrale che assicurò alla serie punte di alta recitazione, si dovette attendere la prima metà degli anni '90 per imprimere un rinnovato slancio al personaggio. A imbracciare la mitica Walther PPK fu quindi Pierce Brosnan che, perfettamente calato nel ruolo sia nelle scene d'azione, che in quelle amatorie, interpretò con successo 007 in quattro film della serie: da "Goldeneye" (1994), con il suo spettacolare prologo girato alla diga della Verzasca, fino a "La morte può attendere" (2002), interpretato dal divo nordirlandese con Madonna e l'affascinante Halle Berry.

Daniel Craig, dopo aver interpretato con successo James Bond in 5 film della serie, ha dato l'addio al personaggio lo scorso anno dopo il successo di
Daniel Craig, dopo aver interpretato con successo James Bond in 5 film della serie, ha dato l'addio al personaggio lo scorso anno dopo il successo di "No time to die" (keystone)

L'arrivo di Daniel Craig, era il 2005, fu accompagnato da non poche polemiche e perplessità: erano del resto in molti a non ravvisare nell'attore la credibilità necessaria per interpretare James Bond. Ma l'exploit di "Casino Royale" (2006) palesò da subito quanto invece fosse stata vincente la scelta dei produttori. Craig spiazzò tutti con una superba prova d'attore e fu agevolmente confermato nel ruolo per altri quattro episodi della saga. Con "No time to die", uscito nelle sale con un notevole ritardo a causa della crisi pandemica, Craig ha dato lo scorso anno il suo addio all'iconico agente segreto. Ma per molti ne rimane l'interprete in assoluto più convincente: per la recitazione misurata ma intensa, e anche per aver colto con efficacia quelle lacerazioni del personaggio che ben emergono dai romanzi di Ian Fleming.

I 60 anni di James Bond

I 60 anni di James Bond

TG 20 di mercoledì 05.10.2022

 

E ora? A quale attore toccherà l'onore - e l'onere - di portare sullo schermo una simile leggenda? Di nomi finora ne sono stati fatti tanti, ma senza conferme di sorta. Ciò che sembra chiaro, almeno per il momento, è che James Bond sarà sottoposto ad una sistematica operazione di reboot. Non si tratterà solo di individuare un nuovo interprete, ma di rielaborare proprio in profondità il profilo complessivo del character. La scommessa consisterà nel rendere il personaggio più aderente alle aspettative di un pubblico che, si suppone, ama la continuità ma anche essere stupito. In che misura riuscirà quest' operazione così delicata e non certo priva di rischi? Dubbi e interrogativi, sicuramente non mancano. Ma in ogni caso sarà tutta un'altra storia. E tutta da seguire.

Alex Ricordi

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