Juncker durante il suo intervento al Parlamento europeo (keystone)

"L'Europa non sia una fortezza"

Apertura e tolleranza sono i principi evocati dal presidente della Commissione UE, Juncker nel suo discorso sullo stato dell'Unione

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"L'Europa deve restare un continente di apertura e tolleranza, non sarà mai una fortezza in un mondo che soffre, non sarà mai un'isola, resterà multilaterale, il Pianeta non appartiene a pochi". Così si è espresso il presidente della Commissione UE Jean-Claude Juncker nel suo discorso sullo stato dell'Unione alla plenaria a Strasburgo.

"Le sfide esterne si moltiplicano, non possiamo mollare la presa per costruire un'Europa più unita e più forte. Gli allargamenti per me restano un successo, abbiamo conciliato geografia e storia, ma restano sforzi da fare", ha proseguito Juncker. "Dobbiamo definire in modo definitivo l'adesione dei paesi dei Balcani occidentali altrimenti gli altri si assumeranno compito di dare forma ai nostri vicini", ha aggiunto.

Sui migranti "i nostri sforzi hanno portato a dei risultati con meno profughi lungo la rotta del Mediterraneo centrale, tuttavia gli Stati membri non hanno ancora trovato un rapporto giusto fra la responsabilità dei singoli paesi e la necessaria solidarietà, che deve essere dimostrata se vogliono mantenere lo spazio Schengen senza confini", ha detto il presidente della Commissione. "Resto contrario alle frontiere interne, laddove sono state create devono essere eliminate", ha precisato.

Miliardi per il controllare i confini

La Commissione europea mercoledì ha reso noto che propone di rafforzare l'Agenzia della guardia di frontiera e costiera dell'UE, per un costo totale da 1,2 miliardi di euro per il periodo 2019-2020 e 11,3 miliardi per il 2021-2027. L'obiettivo è creare un corpo permanente di 10'000 unità entro il 2020, con personale e mezzi propri, e competenze esecutive (sotto l'autorità e il controllo dello Stato membro in cui saranno dispiegati), con un mandato rafforzato sui rimpatri. Nel suo discorso Jean-Claude Juncker ha anche annunciato che si intende aumentare a 3 mesi la detenzione dei migranti da rimpatriare, per impedirne la fuga. Il carcere viene applicato per chi non si dimostra collaborativo, presenti rischio di fuga, o costituisca minaccia all'ordine pubblico o alla sicurezza.

 
 
ATS/ANSA/AFP/Swing
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