Il ministro presidente in pectore della Baviera Soeder e il ministro dell'interno Seehofer (CSU) (keystone)

La CSU guarda ai Freie Wähler

Per la prima volta cristiano-sociali senza maggioranza in Baviera. Il candidato presidente Soeder: "Parleremo con tutti i partiti, ma non con l'AfD"

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"Non è una giornata facile e abbiamo avuto un risultato doloroso. Ma una cosa è chiara: non solo siamo il partito più forte, ma abbiamo anche un chiaro mandato a governare". Così Markus Soeder, candidato presidente della CSU, dopo la sconfitta elettorale di domenica in Baviera che ha fatto precipitare l'Unione cristiano-sociale di oltre 10 punti rispetto al 2013 (quando il partito svettava al 47,7%), facendogli perdere per la prima volta la maggioranza assoluta.

Soeder, rivendicando il diritto al Governo, ha anche annunciato di "voler parlare con tutti i partiti, ma non con l'AfD", (Alternative fuer Deutschland, il partito di estrema destra, anti-euro e anti-immigrazione, che conquista sì le due cifre con l'11% dei voti, ma non i risultati clamorosi che sperava ndr).

Stando alle proiezioni rese note domenica sera dalla tv pubblica ARD, la CSU potrebbe formare un Esecutivo con i Verdi, che trionfano col 17,8% (+9,2 rispetto al 2013) e diventano la seconda forza del Land, ma forse anche con i Freie Wähler (liberi elettori), politicamente più affini e fra i vincitori della serata con l'11,6% (+2,6).

Lunedì il ministro presidente in pectore della Baviera, Soeder, ha spiegato che proprio una coalizione con i Freie Wähler è l'opzione preferita dalla dirigenza della CSU.  I Verdi sono "sul piano dei contenuti troppo lontani", ha aggiunto.

L'analisi sul voto vede una linea bipartisan: a penalizzare i grandi partiti nazionalpopolari sono state "le liti a Berlino, lo stile sbagliato, i toni", come affermato dalla segretaria della CDU Annegret Kramp-Karrembauer (del partito di Angela Merkel, che forma un unico gruppo parlamentare con la CSU nel Parlamento nazionale).

Opinione condivisa dai socialdemocratici (SPD) di Andrea Nahles, sotto pressione dopo aver visto il consenso dimezzarsi e precipitare sotto la soglia psicologica del 10 (al 9,5%), spodestati dagli ecologisti: "Si deve cambiare", ha detto facendo riferimento al clima bellicoso della Grosse Koalition. Lo stesso Soeder non ha fatto mistero di pensarla così.

Gli sconfitti puntano il dito quindi, senza nominarlo, contro un evidente responsabile: il bellicoso Horst Seehofer (CSU), che ha trascinato il Governo ben due volte in crisi negli ultimi mesi, facendo perdere la faccia a tutti, a Monaco e a Berlino. Lui però, il ministro dell'Interno, non sembra disposto a mollare: "afflitto" dal risultato ("quando c'ero io qui era diverso") Seehofer ha promesso che si tireranno "le necessarie conseguenze", ma ha anche affermato di voler "naturalmente portare avanti la sua responsabilità".

"Abbiamo raggiunto un risultato storico", la Baviera sceglie di puntare su "coraggio, fiducia, passione, chiedendo un governo che risolva i problemi invece di provocarli", ha esultato intanto la vera eroina di questa partita, quella Katharina Schulze che a 33 anni si afferma come astro nascente della politica dei Verdi.

"Chi ha votato per noi ha detto anche che Merkel deve andarsene. Liberate la strada per le nuove elezioni", ha sillabato dal canto suo la leader di AfD, Alice Weidel.

ATS/M. Ang.

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