Un giovane artista svizzero avrà l’onore di esibire i suoi quadri nella basilica di San Pietro a Roma. Manuel Dürr, 36 anni, di Bienne, è stato scelto per realizzare una Via Crucis che sarà esposta ogni anno durante il periodo della Quaresima nella stessa chiesa che ospita capolavori straordinari come quelli di Gian Lorenzo Bernini o Michelangelo Buonarroti. Strada Regina ha incontrato Manuel Dürr all’interno del suo atelier, lì dove hanno preso forma i quattordici dipinti di grande formato che saranno mostrati per la prima volta al pubblico a partire dal prossimo 18 febbraio, mercoledì delle Ceneri, il giorno che dà il via alla Quaresima.
Ma chi è Manuel Dürr? Nato e cresciuto proprio a Bienne, cristiano riformato, è sposato e padre di tre figli piccoli. Tutta la famiglia ha preso parte alla realizzazione della Via Crucis per il Vaticano: «Mi piace coinvolgere i bambini quando sono al lavoro», ha spiegato Dürr. «Credo che l’arte abbia qualcosa di immediato, possa comunicare un messaggio anche a chi non ha sovrastrutture culturali, come appunto i bambini: per questo apprezzo molto i loro feedback, sempre onesti, a volte anche brutali».

Lo stile di pittura di Dürr mescola elementi di varie tradizioni. Sembra richiamare le opere del Rinascimento, con paesaggi dettagliati e figure umane o animali riprodotte con cura, ma inserisce anche elementi delle avanguardie novecentesche, dall’espressionismo al cubismo. «Credo che l’arte debba essere figurativa», racconta l’artista, «dunque che si possano rappresentare delle storie concrete, che tocchino la vita di chi osserva un dipinto. Allo stesso tempo, l’arte ha attraversato diverse rivoluzioni nel corso del ventesimo secolo: un artista oggi non può lavorare come se tutto questo non fosse esistito».
Evidentemente, la giuria della Fabbrica di San Pietro ha apprezzato l’impostazione artistica del pittore di Bienne: la sua proposta di via Crucis è stata scelta come vincitrice tra oltre mille altre candidature, arrivate da ottanta Paesi nel mondo. E così un artista riformato esporrà i suoi quadri nella Basilica del Papa: «Trovo molto bello che la Chiesa cattolica si dimostri aperta a un dialogo ecumenico», riflette Manuel Dürr. «I miei genitori mi hanno cresciuto nella fede riformata, ma io non mi sento affatto in contrapposizione con i cattolici. Anzi, Gesù ha fondato un’unica chiesa, e mi auguro che questa impostazione ecumenica possa trovare sempre più spazio».
La rappresentazione della via Crucis lo ha portato a misurarsi con il tema del dolore, e a interrogarsi a fondo sulla propria fede. Dürr è membro della comunità Jahu, un gruppo di cristiani di Bienne che appartiene alla chiesa riformata di Berna-Giura-Soletta. «Penso che la fede sia come una lente attraverso cui possiamo guardare il mondo», spiega l’artista. «Per me, la fede è sostanzialmente la speranza che il mondo possa andare verso il bene, nonostante le tragedie e i drammi di cui sentiamo parlare ogni giorno». Proprio nella Basilica di San Pietro è raffigurata un’opera struggente, la Pietà di Michelangelo. «Una madre nel pianto tiene tra le braccia il figlio morto: quale scena è più straziante di questa?», conclude Dürr. «Eppure, un genio come Michelangelo ha saputo trarre qualcosa di “bello” da un momento così triste. È una bellezza paradossale, non immediata, ma mi fa pensare che Dio fa lo stesso – e molto di più – con noi esseri umani: non lascia da solo chi è nel dolore, ma ci dà una promessa di volgere al bello ogni cosa».




