Il presidente della Rada Ruslan Stefantschuk (Keystone)

"La Russia dovrà pagare la fattura"

Il presidente del Parlamento ucraino Ruslan Stefanchuk illustra alla RSI il processo previsto per la ricostruzione e assicura che sarà trasparente, comprensibile e basato sulla fiducia - "Avviato il processo di de-oligarchizzazione"

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Affinché l'Ucraina possa considerare completa la propria vittoria sull'invasore, la Russia dovrà pagare per la distruzione che ha causato al paese. Lo ha sottolineato alla RSI il presidente del Parlamento ucraino (la Verchovna Rada) Ruslan Stefanchuk arrivato in Ticino per la Ukraine Recovery Conference (URC 2022) durante la quale si discuterà della ricostruzione del paese. Ricostruzione che, stando ai piani che i rappresentanti di Kiev presenteranno a Lugano, sarà la terza tappa di un processo, sostenuto dai partner, che prima dovrà passare dalla fine dei danneggiamenti e dal rinnovamento.

I rappresentanti ucraini alla Conferenza apertasi lunedì illustreranno 15 programmi nazionali per dare inizio a una discussione collettiva sullo sviluppo post-bellico. Alcuni, anticipa nell'intervista Ruslan Stefanchuk, sono molto avanzati. Altri sono ancora in gran parte da definire, come quello riguardante la ricostruzione degli edifici che potrà essere dettagliato solo dopo la cessazione della guerra. Il processo sarà trasparente, comprensibile e basato sulla fiducia, assicura il presidente dell'unica camera che forma il Parlamento ucraino. La Verchovna Rada, lasciatasi alle spalle i conflitti partitici del recente passato, ha approvato una legge per impedire all'oligarchia (non ai benestanti) di continuare a influenzare la vita pubblica per il proprio profitto. "Dopo la guerra non ci sarà modo di creare altri monopoli illegali", garantisce.

Siamo in piena guerra, ma state già pensando a come ricostruire il vostro paese. Da dove intendete partire?

Questa questione della ricostruzione ce la siamo posta fin dai primissimi giorni della guerra, dell’invasione russa. Lei stesso è stato piuttosto spesso in Ucraina, Lei ha visto con i suoi occhi quanti danni, quanti danni irreparabili sono stati causati dall’aggressione russa, dalla guerra russa. Quindi per noi è molto importante, innanzitutto, identificare i principi per la ricostruzione dell’Ucraina. Abbiamo identificato 3 punti principali: la fine dei danneggiamenti e della distruzione dell’Ucraina, il rinnovamento, e poi la ricostruzione. Noi qui presentiamo la prima versione, la prima panoramica del piano di rinnovamento presentato congiuntamente da Governo e Parlamento. È questo il punto di partenza da cui vorremmo iniziare la discussione con i nostri partner, su come ricostruire l’Ucraina.

Ci può illustrare concretamente in che modo pensate di avviare la ricostruzione del vostro paese?

Per noi è molto importante che questo processo sia trasparente, comprensibile e che abbia il sostegno dei nostri partner. Vogliamo che il nostro rapporto sia basato su una delle cose più importanti: la fiducia. Qui presentiamo 15 programmi nazionali. Vorremmo presentarli alla società civile, alla comunità internazionale, ai nostri amici e ai nostri partner. Vorremmo presentare la vera immagine, la vera istantanea della realtà, ma con la possibilità in futuro di modificare queste direzioni, in base alla situazione che seguirà. Per noi sarà essenziale ascoltare le riflessioni e le reazioni dei nostri partner, in questa prima discussione, per capire le loro sensazioni (Stati Uniti, Gran Bretagna, Unione europea, Canada, Giappone, e molti molti altri). Vogliamo iniziare una discussione collettiva per elaborare queste priorità per lo sviluppo.

Quanto dettagliato è il vostro piano di ricostruzione?

Dipende. Ogni singolo programma ha un livello diverso di approfondimento. La digitalizzazione, per esempio: è molto elaborata, va molto nei dettagli. Se invece parliamo del rinnovamento degli edifici abbiamo molti meno dettagli perché la guerra continua ancora e continua anche la distruzione. Come ho detto prima, per noi la questione più importante è quella dell’apertura, della trasparenza. Altro punto, nei nostri obiettivi finali: la Russia deve pagare per questi danni, per questa distruzione che ha causato al mio paese. Siamo estremamente grati nei confronti dei nostri partner per tutti questi sforzi già intrapresi e che saranno intrapresi per ricostruire l’Ucraina, e per le proposte per una sorta di Piano Marshall per l’Ucraina. Ma è molto importante notare che se la Russia non volesse pagare la fattura per tutti i danni (tramite la confisca di beni degli oligarchi), per quanto hanno fatto in Ucraina, allora non verrebbe considerata una vittoria completa, in questa guerra.

Il presidente della Confederazione Ignazio Cassis di fronte al presidente della Rada Ruslan Stefantschuk a Agno
Il presidente della Confederazione Ignazio Cassis di fronte al presidente della Rada Ruslan Stefantschuk a Agno (Keystone)

Sappiamo che gli oligarchi ucraini sono molto potenti, dispongono dei loro mass-media, a volte vengono anche eletti in Parlamento. Parteciperanno anche loro alla ricostruzione? Si aggiudicheranno una fetta molto importante della torta?

Faccio un discorso in generale: per 30 anni in Ucraina il sistema politico e quello economico in qualche modo sono stati collegati (su certi punti) a questa oligarchia. Ma proprio il presidente Zelenskyy e il Parlamento dell’Ucraina hanno lavorato innanzitutto ad una legge che possa portare ad una “de-oligarchizzazione”, che impedisca l’oligarchia. Abbiamo iniziato evidenziando come sia anormale avere un’influenza da parte degli oligarchi sulla vita in Ucraina. Ci abbiamo lavorato non poco, questa legge è stata accettata dal Parlamento, e poi firmata e approvata anche dal presidente Zelenskyy. Vorrei anche sottolineare come sia stato il primo esempio, in tutti i paesi ex sovietici, di legge anti-oligarchia. E vorrei pure sottolineare che non siamo contro i ricchi, non siamo contro i benestanti. Siamo contro quei ricchi che influenzano la politica, i mass-media, che fanno pressione per aumentare la propria ricchezza.

Sappiamo però quanto attenti e anche astuti possano essere certi oligarchi. Una volta terminata questa guerra non si correrà il rischio che in Ucraina scoppino delle tensioni interne legate agli interessi economici, alle centinaia di miliardi di franchi necessari per la ricostruzione?

No, sembra che la guerra non cambierà solo l’Ucraina e gli ucraini ma cambierà il mondo. L’Ucraina e gli ucraini non accetteranno qualsiasi forma di dipendenza politica e economica. Abbiamo dei valori fondamentali: i valori europei, quelli dell’UE; principi quali la libertà, la dignità, l’onore. E stiamo pagando il prezzo più alto per questo. Lei dice che gli oligarchi sono piuttosto innovativi: hanno avvocati, consulenti… ma penso che cambieranno anche loro. Credo che un po’ tutti abbiano capito come in Ucraina dopo la guerra non ci sarà modo di creare altri monopoli illegali. Per questo abbiamo bisogno di leggi anti-cartelli applicabili e funzionanti, abbiamo bisogno di tribunali che funzionino bene. Se c’è gente onesta, disposta a partecipare alla ricostruzione, potranno farlo. Anche la gente ricca.

Questa guerra ha davvero riportato una certa armonia in un Parlamento ucraino che in passato (prima della guerra) ci aveva anche offerto zuffe, risse, scene di pugilato?

Vorrei spiegare cosa è cambiato in Parlamento dal primo giorno di guerra; noi abbiamo adottato un principio: tutti gli scontri politici spariscono. Tutti noi abbiamo una sola politica: l’Ucraina. Abbiamo ancora discussioni e conflitti al nostro interno, ma avvengono prima di entrare in aula per votare delle nuove leggi. Spero che quest’armonia abbia la meglio, che resti in futuro, perché tutti i nostri sforzi si concentrano a favore del popolo ucraino.

Diem/Pierre Ograbek
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