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Il sole d’Africa, una spinta all’elettrico

Secondo uno studio ETH-PSI, in molti Paesi africani i veicoli elettrici possono diventare convenienti prima del 2040 – e gli scooter lo sono già oggi – grazie alla ricarica con colonnine solari indipendenti dalla rete

  • Un'ora fa
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Seidisera 25.01.2026

RSI Info 25.01.2026, 18:59

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Di: SEIDISERA-Manuele Ferrari/sdr 

Nel continente africano, secondo alcune stime, il numero di veicoli potrebbe raddoppiare entro il 2050, segnando la crescita più rapida a livello mondiale. Un aumento che preoccupa, anche perché in molti Paesi circolano spesso mezzi di seconda mano, datati e quindi più inquinanti. Eppure, proprio dove l’espansione del traffico rischia di pesare di più sulla qualità dell’aria e sulle emissioni, si apre anche uno spiraglio: la mobilità elettrica potrebbe diventare economicamente concorrenziale, soprattutto se abbinata a sistemi di ricarica alimentati dal sole e indipendenti dalla rete.

È quanto emerge da uno studio pubblicato da due istituzioni scientifiche svizzere – Politecnico federale di Zurigo (ETH) e Paul Scherrer Institut (PSI) di Villigen – di cui ha parlato Manuele Ferrari per SEIDISERA con Christian Moretti, co-autore della ricerca.

Dati e metodo: 52 Paesi e 2’000 località

Ma come si stabilisce che, tra auto, furgoncini e motorette oggi quasi tutti a combustione, l’alternativa elettrica possa essere competitiva? Moretti spiega che il gruppo di ricerca ha confrontato i costi attuali dei diversi veicoli e li ha proiettati nel futuro, analizzando 52 Paesi africani e oltre 2’000 località. Il cuore del modello è uno scenario in cui i veicoli elettrici vengono ricaricati tramite sistemi solari “off grid” con batterie stazionarie, quindi indipendenti dalla rete elettrica.

Il sistema, precisa, viene dimensionato su un utilizzo tipico. “Se parliamo di un’automobile di piccole dimensioni, 40–60 chilometri al giorno per esempio”. L’idea è valutare non solo il prezzo d’acquisto, ma il costo complessivo nel tempo, includendo la ricarica e l’operatività.

Che cosa significa, concretamente, questo esercizio di modellazione? “In pratica – afferma Moretti – mostriamo che i veicoli elettrici possono diventare competitivi ben prima del 2040 in molti Paesi e per molti tipi di veicoli”. Per alcune categorie, il traguardo sarebbe addirittura già vicino, per esempio per gli scooter il costo di possesso del veicolo può essere già inferiore oggi rispetto ai veicoli a combustione interna.

Il problema, però, è immediato: anche se una motoretta elettrica può risultare conveniente, resta la questione della ricarica, in un continente dove la rete è spesso instabile. Moretti non nega il limite ma rilancia. “Siamo ben consapevoli, spiega l’autore dello studio, che in molte regioni africane la rete elettrica è poco affidabile, mentre sappiamo che il potenziale solare è molto elevato”. Da qui la scelta di puntare su ricariche solari indipendenti, una soluzione che può essere usata dove l’espansione della rete sarà lenta – o non arriverà – e che oggi diventa più realistica “grazie al forte calo di costi di entrambi fotovoltaico e batterie”.

L’off-grid e la sfida dei capitali

In termini pratici, la ricarica off-grid è descritta come “colonnine fatte di pannello solare, batteria e inverter”, dimensionate “in base al tipo di veicolo” e alla distanza percorsa quotidianamente. Possono essere installazioni domestiche o pubbliche, ma in ogni caso richiedono investimenti.

Ed è qui che, secondo Moretti, si gioca la partita, ammette infatti che il principale ostacolo in molti Paesi non è tecnologico, ma finanziario. Il motivo è il costo del capitale spesso elevato, che penalizza l’elettrico. I veicoli a batteria hanno “costi iniziali più elevati” rispetto ai motori a combustione, anche se poi compensano con “costi operativi più bassi”. Inoltre, le condizioni divergono molto da Paese a Paese: Moretti cita casi come Sudafrica e Botswana, dove una maggiore stabilità finanziaria potrebbe permettere di vedere l’elettrico competitivo prima.
Lo studio, avverte però il ricercatore, include semplificazioni importanti. Da un lato sono state escluse “tasse che possono essere elevate, come i dazi di importazione”, dall’altro non è stata considerata l’evoluzione dell’infrastruttura elettrica. “Ci aspettiamo che in futuro il più delle auto verrà caricato grazie alla rete elettrica”, osserva. L’analisi, in sostanza, mostra che “è economicamente sostenibile in linea di principio” ricorrere alla ricarica solare off-grid, ma la realtà… dipende poi dalle scelte politiche che ogni Paese prenderà riguardo la mobilità.

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