La Scozia spaccata a metà

Il previsto successo dei nazionalisti scozzesi è un argomento in più per la causa indipendentista dal Regno Unito

Elezioni generali in Scozia. Qui, alla consueta scelta tra destra e sinistra se ne aggiungono altre due. Da una parte l’indipendenza dal Regno, dall’altra l’uscita dall’Unione Europea. La Prima ministra Nicola Sturgeon, leader dei nazionalisti scozzesi, ha promesso che chiederà a Downing Street, un nuovo referendum secessionista già entro la fine dell’anno. Ma in campagna elettorale il suo partito ha insistito soprattutto sull’impatto negativo che la Brexit avrà sulla Scozia, dove oltre sei elettori su dieci avevano votato per restare con Bruxelles. Un argomento in più - l’impoverimento scozzese post-Brexit - a favore dell’utopia indipendentista. Perché tale resta secondo i sondaggi: negli ultimi tre anni tra le oltre 50 rilevazioni demoscopiche effettuate, solo cinque hanno espresso una maggioranza a favore del divorzio da Londra. A conferma di una regione che resta spaccata in due, determinata sì a restare agganciata all’Europa, ma nel contempo riluttante a rompere legami economico-politico-sociali di oltre tre secoli.

Lorenzo Amuso

I particolari della "Voglia d'indipendenza" nel TG delle 20.00 in onda su LA1

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