L’annuncio, sabato sera, della cancellazione dei Gran premi di Formula uno in Arabia Saudita e Bahrein previsti ad aprile e il rinvio del Gran premio del MotoGP in Qatar mostrano quanto i Paesi del Golfo stiano risentendo degli attacchi iraniani. La conferma, al Radiogiornale, arriva dalle riflessioni di un’esperta della regione: la giornalista del quotidiano la Repubblica Francesca Caferri.
Dubai non è più il paradiso
“È decisamente finita un’epoca. Ora siamo ancora nella fase dell’emergenza, con bombardamenti continui, droni e allarmi. Ma anche quando questo finirà - e in qualunque modo finirà - l’immagine di perfezione di tranquillità su cui gli Emirati hanno costruito la loro fortuna negli ultimi anni, quella turistica, ma anche quella finanziaria, nonché quella immobiliare, è veramente danneggiata in maniera irreversibile da questa guerra”, afferma Caferri, che guarda alle migliaia di persone che sono rimaste bloccate negli Emirati Arabi Uniti, o che hanno pagato molti soldi per riuscire a tornare. “Nessuno metterà più in programma una vacanza a Dubai se poi ha il rischio di rimanere bloccato e non riuscire a tornare indietro. Lo stesso vale per chi lì ha comprato casa. Ecco, è un’immagine che [gli Emirati] dovranno completamente ripensare, in un mondo e in una regione assolutamente incerta. Perché comunque finisca questa crisi, sono loro la prima linea di fronte all’Iran”.
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La censura per proteggere l’immagine di tranquillità
In questi giorni, a Dubai degli stranieri sono stati arrestati perché hanno ripreso e pubblicato immagini degli attacchi iraniani e dei danni provocati. Anche in passato queste monarchie sono state bene attente a celare pericoli e rischi reali? “Parliamo di Paesi dove la censura è altissima e per i giornalisti è veramente complesso lavorare, perché nessuno vuole parlarci. Se dici qualcosa che è al di fuori della linea ufficiale, come è accaduto in questi giorni, vieni arrestato”, spiega Caferri. “È certo che qualunque cosa potesse danneggiare questa immagine di tranquillità, di serenità, di paradiso di plastica non è mai stata fatta passare. Ed ecco, invece, che tutto questo paradiso si frantuma di fronte ai missili e agli allarmi, ma la censura che è stata fortissima negli anni, di fronte a tutto questo non regge più e non riesce più a nascondere quello che forse prima ha nascosto, ovvero le crepe di questa immagine”.
Verso una corsa al riarmo
“Sono anni che comprano, in particolare, intercettori e aerei dagli Stati Uniti. Quanto poi siano veramente in grado di usare le forze aeree, è un grosso punto interrogativo, ma sono in grado di difendersi. Quando finirà questa guerra, ci sarà una corsa al riarmo fortissima da parte di questi Paesi, che di fatto beneficerà l’industria militare americana. E questo è un dato che va tenuto presente quando si guarda a ciò che vedremo accadere nei prossimi mesi”, avverte la giornalista Francesca Caferri.

Testimonianza svizzeri a Dubai
Telegiornale 04.03.2026, 20:00







