La Siberia brucia senza sosta

Le fiamme non sono ancora state domate. Secondo Greenpeace è stata prodotta una quantità di CO2 pari a quella di 36 milioni di auto

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Gli incendi che da due mesi devastano la Siberia non sono stati ancora domati. Secondo le autorità forestali russe, le fiamme interessano ancora 2,5 milioni di ettari di territorio. Una grandezza che diverge, però, dalle stime di Greenpeace Russia: l'organizzazione ambientalista parla di 4,3 milioni di ettari e sostiene che gli incendi hanno generato una quantità di anidride carbonica pari a quella prodotta da 36 milioni di automobili l'anno.

Alcuni degli incendi nella regione di Irkutsk, in particolare, sono stati causati dal disboscamento illegale, secondo gli inquirenti russi. Gli incendi estivi in Siberia fanno parte di un ciclo naturale, ma l'estensione, l'intensità e la durata di quest'anno sono senza precedenti. Una situazione analoga ha riguardato anche la Groenlandia e l'Alaska.

Il presidente russo Vladimir Putin lo scorso mese ha dichiarato che le sfide poste dal cambiamento climatico sono evidenti, e che in Russia la temperatura è salita 2,5 volte in più rispetto alla media del pianeta.

EBU/Reuters/eb
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