L'accademica Geren Akçabai e i suoi studenti
L'accademica Geren Akçabai e i suoi studenti (rsi)

La costituzione in piazza

Prende piede in Turchia una "università della strada" promossa da accademici dissidenti. Reportage di Anna Valenti

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Geren Akçabai dà il benvenuto ai suoi studenti. Sono solo una decina, non li conosce tutti, vengono da diverse città. Sono venuti per seguire una sua lezione sulla costituzione. Niente sala moderna e spaziosa, niente tecnologia, la sala è piccola e buia, adibita a teatro. Laureata in giurisprudenza, donna di legge autrice di diversi saggi, Geren dal febbraio 2016 non può più mettere piede in un ateneo. È un nemico dello Stato, come altri 1000 suoi colleghi, allontanati dal loro incarico per aver firmato un appello alla pace con i curdi.

Dal febbraio del 2016 Geren Akçabai, qualificata come nemica dello Stato, è stata esclusa dall'insegnamento nelle università turche
Dal febbraio del 2016 Geren Akçabai, qualificata come nemica dello Stato, è stata esclusa dall'insegnamento nelle università turche (rsi)

"Una delle cose più importanti per me oggi è essere qui con i miei studenti, che vedo qui per mostrare solidarietà. Mi fanno sentire parte di una collettività. Ma mancano poche ore alle aperture delle urne e voglio spiegare loro cosa cambierà. Cercherò di dare loro le informazioni che non hanno potuto ottenere da tv e radio. Non sono qui per convincere nessuno, hanno la loro testa."

Università di strada, lezioni aperte a tutti in pubblico. È questa la risposta della società civile alla purga attuata dal governo. Un’iniziativa nata ad Ankara e approdata a Istanbul questa settimana proprio in concomitanza con il referendum costituzionale, grazie ad un collettivo di studenti.

 

"Questa riforma è la fine dello stato di diritto in Turchia. Dal 2010 non stiamo più vivendo in una democrazia, ma questo referendum, se dovesse passare il sì, segnerà la fine della democrazia. Nessuno mai più ci chiederà la nostra opinione, non ci sarà più alcun limite al potere dello Stato, che cancellerà tutte le conquiste democratiche fatte in questi anni."

"Sa, l'università non è un edificio, ma libera discussione, scambio di idee e conoscenze. Se lo bandiscono all’interno di un ateneo, si può fare benissimo altrove e il movimento Street Academy ha dato vita a una bellissima alternativa. Stiamo cercando di organizzare una rete più organizzata e capillare. Tra professori ci si conosce tutti, stiamo cercando di mettere insieme tutto il nostro sapere e le competenze a disposizione per creare delle università alternative, ma siamo ancora all’inizio, vediamo."

Cosa significa essere un accademico epurato in Turchia?

"Significa aver perso tutti i diritti che avevamo. Con l’espulsione non abbiamo perso solo il lavoro, ma anche tutti i nostri diritti e libertà. Di viaggiare ad esempio. Ci hanno tolto il passaporto e qualsiasi documento di viaggio a causa dello stato d’emergenza. Ci è vietato insegnare in un’altra università, non posso praticare come avvocato, non posso andare all’estero a cercare lavoro. Oggi vivo solo grazie al supporto materiale del sindacato. Ho saputo che altri hanno avuto difficoltà ad affittare una casa, i padroni non vogliono avere problemi."

Quale la domanda che le pongono più sovente, le chiedo. Geren abbozza un sorriso. "Se ho ancora  speranza. E la mia risposta è sì, ce l’ho finché questi ragazzi sono accanto a noi."

Anna Valenti

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