La follia nell’arte

Un istituto psichiatrico brasiliano ha accumulato migliaia di opere di pazienti e le espone in ricordo di un triste passato

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I manicomi non esistono più neanche in Brasile. Ora ci sono gli istituti di salute mentale, come il Juliano Moreira, che un tempo era conosciuto come la “Colonia agricola dei pazzi”. Oggi invece, è conosciuto per le opere d’arte dei suoi pazienti ed ex pazienti, esposte in modo permanente al museo di Rio Bispo do Rosario, che fu la casa del primo paziente artista.

A Bispo era stata diagnosticata una schizofrenia paranoide e fu internato per 50 anni. Creava con oggetti trovati nel raggio di 7 chilometri dall’istituto credendo di seguire una missione divina e i suoi lavori iniziarono ad essere considerati arte solo dopo la sua morte, nel 1989.

Oggi, nella sua ex dimora, è possibile ammirare opere strepitose e commoventi di molti pazienti del Juliano Moreira, dove un tempo come altrove anziché l’arte come terapia e nuovo stile di vita, venivano usati l’elettrochoc e altre pratiche terribili.

KiNa

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