La protesta attende risposte

La morte di George Floyd ha sottolineato le crepe presenti nella società statunitense. Che effetto avranno sugli USA le manifestazioni di questi giorni?

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La morte di George Floyd ha riacceso i riflettori su alcune crepe presenti da molti tempo nella società americana. Ed è proprio a queste crepe che le migliaia di manifestanti, scesi in piazza in tute le città statunitensi in queste settimane, chiedono di porre rimedio, scongiurando il rischio che l'attenzione del pubblico finisca senza aver trovato una soluzione.

E se le proteste, da una parte, vengono stigmatizzate dal presidente Donald Trump, il quale al grido di "law and order" (legalità e ordine) chiede ai Governatori di sopprimerle con forza, da altre settori si riscontra infatti un'apertura senza precedenti.

È il caso della proposta di legge presentata dai democratici al Congresso, la quale mira a riformare la polizia rendendo gli agenti più responsabili in caso di cattiva condotta e aumentando la trasparenza.

E se a New York sono già stati annunciati tagli sui fondi destinati alle forze dell'ordine, a Minneapolis, città in cui ha perso la vita George Floyd, la maggioranza dei consiglieri comunali ha chiesto lo smantellamento del Dipartimento di polizia.

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