"La vista da lassù è mozzafiato"

L’astronauta svizzero Claude Nicollier sul volo spaziale di Blue Origin: "È l’inizio del turismo spaziale, ma non si tratta di qualcosa di fondamentale per l’umanità"

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La navetta Blue Origin di Jeff Bezos, il patron di Amazon, è riuscita a compiere oggi, martedì, un volo suborbitale. Un evento trasmesso in diretta e che è stato seguito anche da Claude Nicollier. L’astronauta, che negli anni Novanta è diventato il primo svizzero ad andare nello spazio, ha spiegato ai nostri microfoni il suo punto di vista sulla corsa al turismo dello spazio:

Signor Nicollier, cosa pensa del volo di questo martedì pomeriggio?

“Che si è trattato di un volo spaziale a tutti gli effetti, ed è qualcosa di molto coinvolgente, e anche relativamente pericoloso. È un’esperienza molto profonda per chi la vive”

Dieci giorni fa si era concluso con successo il volo della Virgin Galactic di Richard Brenson, oggi quello della Blue Origin… siamo davvero davanti al debutto del turismo spaziale?

“È l’inizio di un certo tipo di turismo spaziale… Andare in orbita è qualcosa di estremamente caro, con la Crew Dragon della Space X di Elon Musk il costo per persona è di 55 milioni di dollari; qui siamo di fronte a qualcosa d’altro: i voli suborbitali permettono di raggiungere la frontiera dello spazio ma di scendere subito. I costi si riducono: con Virgin Galactic o Blue Origin parliamo credo di 250’000 dollari per persona. È costoso ma allo stesso tempo a buon mercato”.

Bezos nello spazio

Bezos nello spazio

TG di martedì 20.07.2021

 

A livello puramente simbolico, il volo di Jeff Bezos è qualcosa che ci avvicina come umanità allo spazio?

“In modo assai limitato, bisogna dirlo… Dà l’opportunità di vedere la terra dallo spazio. Si vede la curvatura terrestre, la vista è splendida, da togliere il fiato! Questa è una cosa straordinaria che attira molte persone. Inoltre, ci sono 3-4 minuti di assenza di gravità in cui si fluttua nella cabina. Un altro elemento attrattivo è che chi vive questa esperienza, chi sale fra gli 80 e i 100 chilometri, diventa a tutti gli effetti un astronauta. Le quattro persone che oggi hanno compiuto questo volo di pochi minuti sono degli astronauti, hanno lo stesso titolo di Neil Amstrong”

La data odierna non è stata scelta a caso: il 20 luglio di 52 anni fa l’uomo mise piede sulla Luna. Possiamo parlare di questo 20 luglio 2021 come di un’altra data storica?

“No, non credo che si possa dire che il volo di Jeff Bezos sia storico… ma in generale, anche con il volo di Richard Branson, il mese di luglio del 2021 ha determinato l’accesso al pubblico dei voli spaziali suborbitali. Tuttavia, non penso che siano date che entreranno nella storia… Un volo suborbitale permette di salire fino alla frontiera dello spazio e scendere: rispetto ai voli di Gagarin o ai primi passi di Neil Amstrong sulla Luna, il 20 luglio del 1969, non si tratta di qualcosa di fondamentale per l’umanità”.

E lei, a tornare nello spazio non ci pensa?

“No, ho avuto il privilegio di partecipare a quattro magnifiche missioni negli anni Novanta, ma si trattava di lavoro: ero colmo di felicità non soltanto per il fatto di andare nello spazio ma anche perché davo il mio contributo alla ricerca scientifica. Certo mi farebbe piacere ma non è una necessità”.

Intervista di Andrea Vosti/InfoNotte
Adattamento web: ludoC

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