Contrariamente a quanto dice Donald Trump, non dare armi a Riad non sarebbe così grave per gli USA (Reuters)

"Le armi USA a Riad? Poca roba"

La professoressa di sicurezza internazionale Jennifer Spindel precisa il reale peso delle vendite d'armamenti americani ai sauditi

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Il presidente americano Donald Trump ha ammesso giovedì sera che il giornalista e dissidente Jamal Khashoggi è stato ucciso. Per ora l’inquilino della Casa Bianca evita di puntare il dito contro il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, sospettato di essere coinvolto nell’omicidio. E per quanto abbia a più riprese minacciato conseguenze se fosse provata la responsabilità delle autorità di Riad, Trump ha ricordato che si tratta di un importante compratore di armamenti statunitensi.

Jennifer Spindel, assistant professor di sicurezza internazionale all’Università dell’Oklahoma, intervistata dal corrispondente della RSI Emiliano Bos, chiarisce quale sia il reale peso dei sauditi nel commercio di armi prodotte negli USA.

"L’Arabia Saudita è un partner commerciale importante per Washington, soprattutto per ciò che riguarda l’acquisto di armamenti poiché Riad compra molte armi americane, ma è anche vero che le aziende USA del settore esportano solo il 25-30% della produzione", precisa la docente. E dunque "per quanto i sauditi siano ottimi clienti, una sospensione delle vendite di armi ai vertici di Riad non avrebbe ripercussioni economiche così gravi" per Washington.

RG/EnCa
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