Un'immagine del Family Gay di Torino, in contrapposizione al Family Day di Roma
Un'immagine del Family Gay di Torino, in contrapposizione al Family Day di Roma (ansa)

Le unioni civili in Senato

Inizia l'esame del decreto di legge Cirinnà, il pomo della discordia è la cosiddetta stepchild adoption

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Giornata di intenso lavoro al Senato italiano. In aula arrivano le unioni civili. I senatori sono chiamati a votare a scrutinio palese le pregiudiziali al testo di legge Cirinnà: si tratta di dire se c’è un vizio di incostituzionalità. La discussione sulle unioni civili e sul tema caldo delle adozioni entrerà nel vivo soltanto la prossima settimana con i voti su articoli ed emendamenti, con la roulette russa dello scrutinio segreto.

Le unioni civili e le adozioni hanno diviso la stessa maggioranza del Partito Democratico. Adesso, occorre capire quale sia la posizione dei centristi. Il Nuovo centrodestra, presente nella compagine di Governo, continuerà a dire no a quel disegno di legge o dopo l’ultimo rimpasto di Renzi potrebbe cambiare idea? Intanto, secondo alcune voci, il Movimento 5 stelle di Grillo – che la scorsa settimana in Senato ha presentato una mozione di sfiducia al Governo – avrebbe stretto un accordo con il Pd per l’approvazione del ddl Cirinnà senza modifiche sostanziali e con la tanto discussa stepchild adoption, ovvero l’adozione da parte di una coppia omosessuale del figlio biologico del partner.

In Senato, come accade ormai da giorni, tra le fila del Pd si sono susseguite riunioni e telefonate per trovare un punto d’accordo. Ma il presidente del Consiglio potrebbe stralciare il tema adozioni, destinandolo ad una discussione successiva; così facendo seguirebbe la linea politica delle forze di centrodestra.

Francesco Fredella

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