Le proteste dei colleghi giornalisti
Le proteste dei colleghi giornalisti (reuters)

Malta, bomba azionata in remoto

Un ordigno innescato forse con un cellulare alla base dell'omicidio di Daphne Caruana Galizia

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L'esplosione che ha ucciso la giornalista maltese Daphne Caruana Galizia sarebbe stata provocata da una bomba azionata in remoto, forse da un cellulare. Sono queste le prime ipotesi formulate dagli inquirenti dell'isola che stanno indagando sull'omicidio della nota blogger, avvenuto lunedì.

L'ordigno sarebbe stato posizionato sotto l'auto, all'altezza dei sedili anteriori. La deflagrazione - violentissima - è avvenuta dopo che lei aveva lasciato la sua abitazione.

 

Galizia era una delle giornaliste più seguite di Malta. Negli ultimi anni aveva lavorato alacremente per portare alla luce gli episodi di corruzione all'interno del Governo della Valletta, e in particolare i flussi di denaro provenienti dall'Azerbaigian in favore dei politici del posto.

Il primo ministro maltese, Joseph Muscat, ha definito "brutale" l'assassinio, e ha promesso che sul caso sarà fatta luce. Ma il figlio della giornalista è intervenuto chiedendo le sue dimissioni e accusando Malta di essere "uno Stato mafioso".

ANSA/Reuters/eb

 

 

 

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