Il palazzo colpito a Belgorod (Reuters)

Missili nella regione di Odessa

Nella notte un razzo ha centrato un palazzo a Belgorod, almeno 21 i morti, tra cui due bambini – Duri combattimenti a Lysychansk – Elettricità ucraina all’UE

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Questa notte (tra giovedì e venerdì) un razzo ha centrato un palazzo di nove piani a Belgorod, nella regione di Odessa, dove l’attacco missilistico russo avrebbe fatto già almeno 21 morti, tra cui due bambini, e 39 feriti, ma il bilancio è ancora provvisorio. Lo afferma il servizio di emergenza statale dell'Ucraina, come riporta Ukrinform. Otto persone sono state salvate dalle macerie, tra cui 3 bambini.

La zona è quella che si affaccia sul Mar Nero, poco distante dall'Isola dei Serpenti, abbandonata ieri (giovedì) dai russi a pochi chilometri dal porto di Odessa. La piccola isola era caduta in mano alle forze del Cremlino all'inizio della guerra. Mosca ha parlato ieri di un gesto volontario per favorire la ripresa della navigazione commerciale, mentre il presidente Zelensky l’ha definita una grande vittoria e un cambiamento decisivo per l'Ucraina sul Mar Nero.

Sul fronte opposto, commentando le dichiarazioni delle autorità ucraine sull'attacco russo, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha ricordato ai giornalisti le parole del presidente russo Vladimir Putin secondo cui le truppe della Federazione non attaccano siti civili. Lo riporta Interfax.

Sempre duri scontri nel Donbass

La battaglia più dura si combatte però ancora nel Donbass, dove l'offensiva russa procede lentamente. Dopo la conquista di Donetsk, i combattimenti più duri sono in corso a Lysychansk, città gemella in direzione ovest dove la situazione è estremamente difficile. Il governatore della regione di Lugansk, Sergiy Gaidai, ha dichiarato che ci sono bombardamenti a tappeto e l'esercito russo si sta avvicinando da diverse direzioni, rimanendo comunque nelle zone periferiche.             

Secondo altre fonti ucraine, però, la grande raffineria della città è già parzialmente sotto controllo russo e presto potrebbe essere necessario un ripiegamento. Lo Stato maggiore ucraino ha avvisato che i prossimi obiettivi del Cremlino sono Sloviansk e Kramatorsk, importanti centri distanti poche decine di chilometri nella regione di Donetsk. Qui si sta riorganizzando la difesa di Kiev, in attesa anche di nuove forniture di armi occidentali.

Energia ucraina verso l’UE

Nel frattempo il presidente ucraino Volodymyr Zekensky ha annunciato giovedì sera che l'Ucraina ha iniziato a esportare "significativamente" energia elettrica verso l'Unione Europea, attraverso la Romania. La rete elettrica ucraina è stata collegata alla rete europea a metà marzo, per permetter al Paese di mantenere il suo funzionamento nonostante l'attacco della Russia.

"Ci stiamo preparando ad aumentare le forniture", ha aggiunto il presidente ucraino, sottolineando che "l'elettricità ucraina può sostituire una parte considerevole del gas russo consumato dagli europei". "Non è solo una questione di ricavi da esportazione per noi, è una questione di sicurezza per tutta l'Europa", ha insistito.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che ha scritto giovedì su Twitter che "da oggi l'Ucraina può esportare elettricità nel mercato dell'UE. Questo fornirà un'ulteriore fonte di elettricità per l'UE. E un'entrata molto necessaria per l'Ucraina, quindi siamo entrambi vincitori".

RG-Grazioli/ATS/dielle
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