Vladimir Putin pensa a una guerra totale in Ucraina ed annunciarla nel Giorno della Vittoria KEY (Keystone)

Mosca studia un'ulteriore escalation

Putin punta alla guerra totale con Kiev e l'annuncio potrebbe coincidere con la Giornata della Vittoria, il 9 maggio - Scoperti altri civili torturati

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Vladimir Putin sarebbe concentrato su ben altro. Potrebbe infatti abbandonare il termine "operazione speciale" per indicare l'invasione dell'Ucraina e puntare alla guerra totale con  Kiev. Lo riporta l'Independent citando funzionari russi e occidentali. Questa mossa permetterebbe al Cremlino di attivare la legge marziale, coinvolgere i suoi alleati in un aiuto militare e proclamare la mobilitazione di massa. Secondo fonti di Londra, il presidente russo potrebbe annunciare la sua decisione durante la parata del Giorno della Vittoria, il 9 maggio.

Più a ovest, nei territori non più occupati dalle truppe di Mosca, si sono scoperte nuove fosse comuni. Una fossa con i corpi di tre uomini torturati, imbavagliati e uccisi con un colpo al capo è stata trovata nel bosco vicino al villaggio ucraino di Myrotske, nel distretto di Bucha, non lontano da Kiev. "Le vittime sono state torturate a lungo; ferite di proiettili sono state trovate negli arti. I tre uomini sono stati finiti con colpi di arma da fuoco all'orecchio”. Si tratta di "un'altra fossa comune scavata da militi russi nel distretto di Bucha, dove più di mille cittadini sono stati uccisi e torturati", ha detto il capo della polizia della regione di Kiev Andriy Nebytov.

Dal canto suo, la Norvegia ha deciso di seguire il solco tracciato da Bruxelles e chiuderà a sua volta i porti alle navi russe, fatta eccezione per i pescherecci. Il Paese nordico, inoltre prevede di proibire il trasporto di merci su strada (salvo rare eccezioni) a veicoli pesanti russi che intendono attraversare Storskog, il punto di passaggio tra i due Stati nell’Artico.

Mosca boccia ogni richiesta per i civili di Mariupol

Intanto Mosca respinge tutte le proposte per aiutare a salvare la popolazione di Mariupol dai bombardamenti russi. Anche Papa Francesco, secondo quanto affermava venerdì il quotidiano romano il Messaggero, ha parlato tre volte con Vladimir Putin - che aveva incontrato l'ultima volta nel 2019 in Vaticano - per convincerlo a dare il suo nulla osta a un corridoio umanitario. Il corridoio sarebbe servito per sgomberare i civili e i feriti intrappolati nei cunicoli dell’acciaieria Azovstal, ma la richiesta è stata bocciata, rendendo vano il tentativo "di esercitare il suo peso di autorità morale sul Cremlino”, stando al giornale italiano.

 

Il diniego dei vertici russi per quanto riguarda corridoi umanitari è stato confermato dal negoziatore ucraino e consigliere del presidente Volodymyr Zelensky, Mikhailo Podoliak, secondo quanto riporta l'Ukrainska Pravda. "Il presidente e il capo dell'Ufficio del presidente continuano a fare appello ai leader mondiali affinché ci aiutino a convincere la parte russa che un corridoio umanitario da Mariupol è vitale - ha detto Podoliak".

Del resto sempre Podoliak aveva precisato sabato mattina che “alcuni leader politici si sono appellati a Putin tramite i loro canali di comunicazione privati, cercano di convincerlo che ciò va fatto per ragioni umanitarie. Ma sfortunatamente non c'è stata risposta da parte sua". Il negoziatore di Kiev precisa che la Russia sta dimostrando totale riluttanza a negoziare e fare concessioni sulle questioni umanitarie ed è convinto che la distruzione di Mariupol e del reggimento Azov sarebbe una vittoria simbolica per Mosca.

ATS/AFP/Reuters/EnCa
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