Il jihadista francese in uno sketch precedente alla sua estradizione in Belgio
Il jihadista francese in uno sketch precedente alla sua estradizione in Belgio (keystone)

Nemmouche carceriere dell’IS

Il francese accusato degli omicidi al museo ebraico di Bruxelles sarebbe stato a guardia di James Foley

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Mehdi Nemmouche, presunto autore del quadruplo assassinio commesso al museo ebraico di Bruxelles il 24 maggio, sarebbe stato uno dei carcerieri degli ostaggi occidentali detenuti dallo Stato Islamico (IS). Il jihadista francese è stato arrestato in Francia ed estradato in Belgio il 29 luglio.

L’informazione si basa sulle testimonianze di giornalisti rapiti in Siria nel giugno del 2013 e che sono stati liberati il 20 aprile trasmesse negli ultimi mesi alla sezione antiterroristica della procura di Parigi dalla direzione della sicurezza interna.

Se alcuni degli ex detenuti parlano di una possibilità, per altri la presenza di Nemmouche è una certezza. Alcuni sostengono anche che facesse parte delle guardie che sorvegliavano James Foley, il giornalista statunitense la cui decapitazione è stata filmata e diffusa a fine agosto dai membri dell’organizzazione islamista.

Il francese non sarebbe che un “pesce piccolo” dell’IS la cui funzione era limitata alla sorveglianza degli ostaggi occidentali. In quest’ambito avrebbe però dato prova di una grande brutalità.

3'000 jihadisti occidentali

Mehdi Nemmouche è uno dei 3'000 jihadisti che hanno lasciato l'Europa, gli Stati Uniti o l'Australia per combattere in Siria o in Iraq.  Un mondo variegato quello di questi militanti studiato da vicino da Filippo Pantucci, ricercatore nel settore del controterrorismo presso il Royal United Services Institute di Londra, che Anna Valenti ha intervistato sabato per il Radiogiornale.

 

RG/Afp/ZZ

 

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