(©Chiara Bruschi)

"No al confine con l'Irlanda"

Storia di Caroline Magowan alla vigilia del voto sulla Brexit che potrebbe rimettere in discussione le basi dell'accordo di pace del 1998

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È oggi, martedì 12 marzo, il giorno nel quale il Parlamento britannico deciderà se accettare l'accordo di divorzio dall'UE.

RG 07.00 del 12.03.19 - La corrispondenza di Tomas Miglierina
RG 07.00 del 12.03.19 - La corrispondenza di Tomas Miglierina

Un giorno cruciale per il Regno Unito, un giorno carico di tensione e di ricordi per molti irlandesi e nordirlandesi. Caroline Magowan è una di loro. Figura molto attiva nel suo quartiere di Belfast, che durante i Troubles, (disordini), termine con cui gli abitanti del posto definiscono il conflitto nordirlandese, era considerato “ghetto repubblicano”. Tra il 1969 e il 1998 sono state uccise 3600 persone e nonostante questo, dopo un periodo di studi in Europa, Caroline è tornata a casa perché per quanto martoriata e apparentemente senza futuro, la sua terra ha sempre trovato il modo di richiamarla a sé.

Il timore più grande, oggi, è che, a causa di Brexit, con l’installazione di un confine con l'Irlanda tornino anche le tensioni e la violenza che secondo Caroline non si sono mai sopite: "La pace è durata sul piano formale, ma chi voleva l'annessione all'Irlanda, è pronto a ricombattere per questo. I problemi che c'erano non sono mai stati risolti e basta poco per far scoppiare di nuovo una miccia come questa".

Chiara Bruschi

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