Israele aveva autorizzato l'ingresso della deputata USA per
Israele aveva autorizzato l'ingresso della deputata USA per "motivi umanitari (keystone)

"Non andrò in Cisgiordania"

La polemica prosegue. La parlamentare democratica statunitense Rashida Tlaib denuncia le condizioni "oppressive" nei confronti dei palestinesi

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La parlamentare democratica Rashida Tlaib non andrà a visitare sua nonna in Cisgiordania. "Ho deciso che visitare mia nonna in queste circostanze oppressive è contrario a tutto quello in cui credo, ovvero combattere contro il razzismo, l'oppressione e l'ingiustizia", ha twittato Tlaib.

Israele aveva autorizzato l'ingresso della deputata USA per "motivi umanitari, così che possa visitare la nonna". Inizialmente lei era stato vietato recarsi nella Stato ebraico insieme alla collega Ilhan Omar. Tlaib, secondo il ministero dell'Interno israeliano, avrebbe promesso di "non promuovere la causa del boicottaggio contro Israele durante il suo soggiorno".

RG delle 12.30 del 16.08.2019
RG delle 12.30 del 16.08.2019
 

Il No di Israele alle due deputate - entrambe apertamente critiche della politica israeliana nei confronti dei palestinesi - era avvenuto dopo pressioni del presidente statunitense Donald Trump e ha provocato una polemica politica. Il premier Benjamin Netanyahu aveva affermato che non sarebbe mai stato consentito entrare "a chi nega la legittimità di Israele".

Israele, aveva affermato Trump via Twitter, "mostrerebbe grande debolezza se consentisse a Omar e Tlaib la visita. Loro odiano Israele e tutti gli ebrei e non c'è nulla che possa esser detto o fatto per far cambiar loro idea".

Omar e Tlaib, insieme ad Alexandria Ocasio-Cortez e Ayanna Pressley sono le quattro deputate democratiche e progressiste che Trump ha ripetutamente preso di mira sui social network, accusandole di essere contro Israele, gli USA e a favore del terrorismo. Il presidente americano le ha invitate a tornare "nei posti corrotti e infestati dal crimine da cui sono venute", ignorando (o facendo finta di non sapere) che tre di loro sono nate negli Stati Uniti e una ci vive da 10 anni.

ATS/M. Ang.

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