Nuove dimostrazioni si sono svolte a Teheran nella serata di ieri, sabato, mentre sono state registrate violenze in alcune parti dell’Iran occidentale. A segnalarle, all’ottavo giorno di proteste contro il regime, è stata l’agenzia Fars.
La stessa fonte ha descritto i raduni nella capitale iraniana come “limitati” e generalmente “costituiti da gruppi di 50-100 giovani”. Ma la nuova ondata di contestazioni continua: iniziata a fine dicembre, con proteste inizialmente legate al costo della vita, si è quindi diffusa nel Paese sull’onda di rivendicazioni politiche.
Le manifestazioni hanno finora interessato, in varia misura, una quarantina di località, per lo più di piccole e medie dimensioni, situate soprattutto nell’ovest dell’Iran. Scontri legati alle proteste hanno portato alla morte di almeno 12 persone, fra le quali anche membri delle forze di sicurezza, stando ad un bilancio delle vittime basato su resoconti ufficiali.
Contro la violenza nei confronti dei manifestanti, ha lanciato un avvertimento nei giorni scorsi Donald Trump, che ha messo in guardia il regime, affermando che se l’Iran “sparerà e ucciderà i manifestanti pacifici, come è sua abitudine”, gli Stati Uniti “andranno in loro soccorso”: sulle modalità, il capo della Casa Bianca non si è espresso.
Intanto Reza Ciro Pahlavi, figlio dello Scià deposto nel 1979, ha esortato i dimostranti a mantenere il controllo delle strade e a creare blocchi stradali per impedire alle autorità di procedere ad una repressione. Il principe iraniano in esilio, in un suo intervento via X, ha elogiato i dimostranti per il loro coraggio durante l’ultima settimana di disordini e ha chiesto di continuare l’azione di piazza.

Nuove manifestazioni in Iran
Telegiornale 31.12.2025, 20:00










