Internet sarebbe da cambiare, spiega l'esperto
Internet sarebbe da cambiare, spiega l'esperto (reuters)

Nuove armi per il cyberattacco

Centinaia di siti andati in tilt, difficile prevenire simili offensive - L'intervista a Raoul Chiesa

Il massiccio cyberattacco che ieri, venerdì, ha mandato in tilt centinaia di siti web in tutto il mondo, compresi quelli dei maggiori colossi americani è stato eseguito con “nuove armi”. I pirati informatici sarebbero ricorsi a centinaia di migliaia di dispositivi collegati a Internet, quali camere fotografiche o baby monitor, infettati da virus all'insaputa di chi li usava per inondare i server di Dyn, il target scelto, con un traffico web travolgente.

Lo riporta il New York Times citando alcune fonti, secondo le quali le nuovi armi usate mostrano l'evoluzione degli hacker nel condurre attacchi con dispositivi sempre diversi che rendono più difficile prevenirli.

A subire l’attacco non sono stati i siti stessi (anche i servizi online della RSI hanno subito rallentamenti), ma appunto la società con sede nel New Hampshire, fra i maggiori fornitori al mondo di servizi DNS: una sorta di rubrica telefonica dei siti web per permettere l’accesso degli utenti.

ANSA/ludoC

“Internet sarebbe da cambiare, ma è impossibile”

“La rete Internet non è stata costruita per essere resiliente agli attacchi informatici, per il semplice motivo che quando è stata concepita, tra gli anni '70 e '80, questi attacchi non esistevano”. Raoul Chiesa, esperto di sicurezza informatico e “hacker etico”, non ha dubbi: “Per prevenire queste offensive bisognerebbe modificare la stessa struttura di distribuzione di Internet, il che è tuttavia impossibile”. Siamo seduti su una sedia traballante, aggiunge Chiesa: “Non si fa altro che mettere delle pezze qua e là”.

Ma c’è un altro aspetto, quando si parla di cybercriminalità, che bisogna prendere in considerazione, spiega l’esperto: il ruolo degli utenti. Utenti che devono essere sensibilizzati sull’utilizzo della Rete e pensare a quello che condividono, per evitare di alimentare “quell’underground digitale”, composto anche da persone con cattive intenzioni.

Raoul Chiesa
Raoul Chiesa (profilo linkedin)

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Pirati all'attacco

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TG 20 di sabato 22.10.2016

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