I morti, dall'inizio del 2016, sono 410
I morti, dall'inizio del 2016, sono 410 (keystone)

ONU: "Accordi preoccupanti"

L'Alto commissariato per i rifugiati avverte UE e Turchia sull'intesa per gestire i flussi migratori

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L'Alto commissariato per i rifugiati dell'ONU si dice profondamente preoccupato per l'accordo preliminare raggiunto la notte scorsa dai leader dei 28 paesi dell’Unione Europea e la Turchia sulla gestione dell'enorme flusso di rifugiati. "Rimandare in Turchia in massa i profughi che si trovano lungo la rotta balcanica è contrario alla convenzione dei diritti dell’uomo", ha ricordato il responsabile europeo dell'UNHCR.  Sono 444 le persone annegate quest'anno nel Mediterraneo nel tentativo di approdare sulle coste europee. Lo calcola l'Organizzazione internazionale per le migrazioni, secondo cui 347 sono morti nell'Egeo e 97 nel Mediterraneo centrale.

Angela Merkel — in una intervista alla tv SWR — ha poi affermato che "chiunque entri illegalmente fra coloro che arrivano in Europa dovrà mettersi alla fine della fila". Al vertice è stato fatto "un importante passo avanti". "Ci sono dei dettagli da chiarire, ma abbiamo tempo fino al prossimo incontro, la materia è complicata". Merkel non ha escluso che le regole concepite per i siriani possano estendersi ad altri.

Intanto la Serbia ha fatto sapere che — dopo l'annuncio della Slovenia — considera chiusa la rotta balcanica e che consentirà l'ingresso solo a chi ha documenti in regola con l'area Schengen. "Non diventeremo un campo profughi", ha detto il ministero dell'interno a Belgrado in un comunicato.

Incontratisi a Smirne, il premier greco Alexis Tsipras e quello turco Ahmet Davutoglu, hanno deciso di rafforzare la collaborazione e riaffermare l'accordo bilaterale di riammissione dei migranti irregolari tra i due paesi. La cooperazione greco-turca, ha detto Ahmet Davutoglu, potrebbe contribuire a "ridurre al minimo le drammatiche scene viste nel mar Egeo. I due governi hanno anche annunciato un rafforzamento dei rapporti in campo economico, che prevede accordi nel settore dei trasporti, e militare, riducendo "al minimo" le rispettive violazioni dello spazio aereo.

Ansa/px/Diem

 
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